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penelope1951
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CULTURA
9 maggio 2010
Letture
Qualche giorno fa sono andata a trovare mia sorella e sbirciando nella sua libreria ho scelto due libri da farmi prestare. Uno era di Giobbe Covatta ed ero incuriosita perchè mi è parecchio simpatico ma non avevo mai letto un suo libro, l'altro invece era grossissimo, un romanzo che avevano trasmesso in televisione moltissimi anni fa e ricordavo molto bello. Pregustavo quindi d'immergermi in esso per lungo tempo ma... per lungo tempo? Tornata a casa ho cominciato a sfogliarlo e sono rimasta così intrappolata nella trama da non volerlo più lasciare. In pochi giorni praticamente l'ho fatto fuori, pur rallentando alla fine proprio per il dispiacere di doverne concludere la lettura. Il titolo è "Uccelli di rovo" ed è piuttosto triste e drammatico, tanto che passare alla lettura del libro di Covatta mi è sembrata una cosa che proprio cozzava! Ho iniziato comunque a sfogliare anche quello -"Pancreas" trapianto del libro Cuore-  e dopo qualche pagina l'ho chiuso pensando "ma quanto è cretino questo libro!". Quando sono andata a letto, nel buio e nel silenzio della mia camera,  con la memoria sono tornata a quelle righe e ... ho cominciato a ridere! Chissà perchè ne ho compreso a poco a poco l'ironia e così il giorno dopo mi sono affrettata a riprenderlo per avere conferma delle mie ritardate impressioni. Ci sono parti che ho segnato a matita per leggerle ai miei familiari e riderne insieme, perchè mi ha messo proprio di buon umore, irriverente e simpaticissimo. Inutile dire che ho finito di leggerlo in giornata.

P.S. Quando ero a letto ridevo perchè mi era tornato alla mente :"Dio fà gli uomini e dopo li accopa!"     

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permalink | inviato da penelope1951 il 9/5/2010 alle 21:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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Il Tempo Domani a Messina



Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.

(P. Neruda)


Solo per oggi

Solo per oggi cercherò di vivere alla giornata senza voler risolvere i problemi della mia vita tutti in una volta.

Solo per oggi avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno, non cercherò di migliorare o disciplinare nessuno tranne me stesso.

Solo per oggi sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell'altro mondo, ma anche in questo.

Solo per oggi mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino ai miei desideri.

Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo a sedere in silenzio ascoltando Dio, ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così il silenzio e l'ascolto sono necessari alla vita dell'anima.

Solo per oggi, compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.

Solo per oggi mi farò un programma: forse non lo seguirò perfettamente, ma lo farò. E mi guarderò dai due malanni: la fretta e l'indecisione.

Solo per oggi saprò dal profondo del cuore, nonostante le apparenze, che l'esistenza si prende cura di me come nessun altro al mondo.

Solo per oggi non avrò timori. In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere nell'Amore.

Posso ben fare per 12 ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare tutta la vita.


Papa Giovanni

       







IL CANNOCCHIALE