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penelope1951
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vita scolastica
10 maggio 2011
giustizia è fatta!

Ci sono momenti in cui invidio chi riesce a togliersi le cosiddette "pietre dalla scarpa"... anche dopo anni che soddisfazione!

Personalmente sono portata a lasciar correre, a guardare avanti pur conservando il ricordo di chi mi ha reso la vita difficile, sono insomma per il quieto vivere.  Perchè questa riflessione? Perchè ieri ho ricevuto una inaspettata quanto piacevole telefonata da una compagna delle scuole medie, non ci sentivamo da almeno 40 anni! Come non rinvangare i nostri vecchi tempi, i compagni, i professori? Ecco...i professori, dovrei dire soprattuto "la profossoressa!", quella d'italiano che per due anni di seguito l'aveva bocciata, quella che a me invece metteva sempre 5 nei temi però li ricopiava quasi tutti in un quadernone personale tra i temi più belli, un'anziana zitella con i baffi che apostrofava noi ragazze invitandoci ad andare a fare le cameriere. Come riaffiorano certi ricordi! ...  quel compagno ruffiano che faceva la spia scrivendo alla lavagna i nomi dei chiacchieroni...ma soprattutto sempre "lei", l'artefice delle nostre insoddisfazioni, che aveva reso per anni la mia compagna timida e insicura. Le ho comunicato di aver visto sul giornale, una decina di anni fa, la foto e il necrologio di questa insegnante e lei mi racconta:"sai,  circa 15 anni fa ho cercato il suo nome sull'elenco telefonico e l'ho chiamata. Le ho detto che mi ero laureata, che sono professoressa di lettere e che sto bene attenta a non fare gli stessi errori che aveva fatto lei che mi aveva angustiato parte della vita facendomi sentire una cretina e sai cosa mi ha risposto?" "erano altri tempi!"  ma pronta ed immediata la mia verità:"NO! era solo cattiveria pura!"

AAAAAHHHH!!!!!!!

P.S. mi ha anche detto di aver incontrato ad una festa quel compagno dei nomi sulla lavagna, le ha fatto pure la corte ma lei ridendo gli ha detto:"ma vattene .... spione"! 

Credo proprio che le scarpe le stiano molto più comode adesso! ahahahaha   




permalink | inviato da penelope1951 il 10/5/2011 alle 13:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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Il Tempo Domani a Messina



Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.

(P. Neruda)


Solo per oggi

Solo per oggi cercherò di vivere alla giornata senza voler risolvere i problemi della mia vita tutti in una volta.

Solo per oggi avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno, non cercherò di migliorare o disciplinare nessuno tranne me stesso.

Solo per oggi sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell'altro mondo, ma anche in questo.

Solo per oggi mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino ai miei desideri.

Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo a sedere in silenzio ascoltando Dio, ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così il silenzio e l'ascolto sono necessari alla vita dell'anima.

Solo per oggi, compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.

Solo per oggi mi farò un programma: forse non lo seguirò perfettamente, ma lo farò. E mi guarderò dai due malanni: la fretta e l'indecisione.

Solo per oggi saprò dal profondo del cuore, nonostante le apparenze, che l'esistenza si prende cura di me come nessun altro al mondo.

Solo per oggi non avrò timori. In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere nell'Amore.

Posso ben fare per 12 ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare tutta la vita.


Papa Giovanni

       







IL CANNOCCHIALE