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penelope1951
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sentimenti
17 giugno 2007
Dumani

Vrrà du ionnu chi tò dumanni farannu doliri u cori a tutti nui. Ma nta stu munnu che s'addivetti a struppiari, i nostri brazza ti strincirannu o pettu avviluppannuti cull' amuri ranni che sulu a to famigghia pòtrà dari. 


                                                               




permalink | inviato da penelope1951 il 17/6/2007 alle 10:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (21) | Versione per la stampa
sentimenti
30 settembre 2006
Nel lontano 1985 scrivevo ....


E' talmente fuor dal mio pensare

che ricca potrei anche diventare

da non aver mai neppur considerato

cosa farei se ciò fosse scontato.

Di una cosa però sono sicura

(essendo per mè sempre un pò dura):

dal cucinar mi esimerei all'istante

dando a una cuoca il compito assillante.

Poi certo smetterei immediatamente

di acquistar solo dove è conveniente

e sceglierei senza mai più indugiare

le cose belle che ora stò a guardare.

Per la mia casa non ho meno pretese

vorrei parco, piscina e prato inglese,

tanto spazio fuori per giocare

dove i bambini si possano sfogare.

Ma il sogno che avrei da realizzare

sarebbe di poter spesso viaggiare,

senza guardare del mondo le tristezza

ma sol per ammir le sue bellezze.

M'imbarcherei in crociere favolose

infischiandomi se sono dispendiose

poi farei un salto in ogni continente

saziando del sapere la mia mente.

Lunghe vacanze in alberghi rinomati

fan parte dei miei sogni inconfessati...

pensarci spesso è già un divertimento:

mi sembra il pregustar del godimento.

Ma se ci penso, mi par di ricordare

che per chi ha tutto è difficile apprezzare

ciò che invece a ottener coi sacrifici

ci rende soddisfatti e più felici.

In parte penso proprio che sia vero

ma sarebbe il mio dir poco sincero

se asserissi con disinvoltura

che preferisco questa vita un pò più dura.




permalink | inviato da il 30/9/2006 alle 23:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (19) | Versione per la stampa
sentimenti
8 febbraio 2006
"I luoghi dell'anima"
Rispondo volentieri al richiamo di Mietta che "mi ha nominata" Forse perchè l'argomento mi ha dato lo spunto e l'occasione di spulciare tra i miei ricordi più sereni. Comincio col riportare una poesia, scritta nel lontano luglio 85, in cui  cercavo di esprimere proprio il senso di rilassatezza che il luogo dove mi trovavo in vacanza riusciva a regalarmi:


Tiepida pioggia di sole mattutino
irrora l'aria pallida del mattino,
mentre il cielo azzurro e promettente
annuncia un nuovo giorno assai splendente.


Un lieve rimestare di stoviglie
segna il risveglio quà e là delle famiglie
voci sommesse prima del gran brusio
s'intrecciano a un allegro cinguettio.

Inopportuno il rombo di un motore
spezza la quiete con il suo rumore
ma frettolosa poi l'auto corre via
lasciando dietro se, muta, Rodia


Dal mio giardino fresco e ventilato
rumor di zoccoli, pigro, strascicato ...
Io mi rilasso gustando la mia estate
fatta di queste semplici giornate.




Non era, in verità, una località particolarmente bella o rinomata, era più semplicemente un posto ad un quartod'ora dalla città che permetteva a mio marito di raggiungermi facilmente dopo il lavoro, però per me, con tre figli da non poter tenere chiusi in casa rappresentava la libertà. Erano palazzine a due piani in un grande complesso chiuso, ben curato e fiorito dove i bambini potevano scorazzare liberamente e al sicuro mentre io potevo finalmente riassaporare il piacere di un giro in bici o un gustoso gelato. Ricordo però un pomeriggio particolare, in cui decisi di passeggiare lungo il corso attratta dalle tentatrici bancarelle e così mi attardai gironzolando fino a quando, volgendo lo sguardo al mare, non rimasi affascinata dalla bellezza del tramonto. Difronte a me si stagliavano limpide le isole Eolie mentre il sole rifletteva i suoi raggi in un mare calmo come l'olio. Il cielo con i suoi colori completava uno spettacolo a dir poco pittoresco. E allora io, senza pensarci due volte sono andata dritta in spiaggia, ho tolto il copricostume (naturalmente avevo sotto il costume) e mi sono immersa lentamente confondendomi con quello scenario di cui volevo assolutamente far parte, nuotando verso il sole. Non sarà niente di particolare, ma a me è rimasto nel cuore.


P.S. Io preferisco non nominare nessuno, al contrario vorrei invece essere avvisata qualora qualcuno decidesse di partecipare spontaneamente descrivendo "un luogo dell'anima" .



 




permalink | inviato da il 8/2/2006 alle 12:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (19) | Versione per la stampa
vita familiare
12 gennaio 2006
Certezze
Ci sono momenti a casa mia in cui il caos sembra regnare sovrano. I figli sono tutti presenti, gli amici suonano alla porta, il telefono squilla, la televisione blatera, il nipotino piange... che casino! Quatta quatta allora mi defilo, vado in camera da letto e chiudo delicatamente alle mie spalle la porta sperando di passare inosservata. I rumori si attutiscono ... e io assaporo un pò di solitudine. Ma dura poco il mio relax, infatti qualcuno mi chiama a gran voce, mi cercano, sento ridere e fare battute sul mio conto ... hanno scoperto il trucco!!! e io tiro fuori la testa facendo la finta tonta tornando ad immergermi nel frastuono che mi circonda, nel mio mondo, nella mia bella famiglia. 

Tutto questo mi ha ricordato due mie poesie scritte quando avevo i figli ancora piccoli ... non è che la situazione fosse molto diversa! .... 

 SUL PIATTO DELLA BILANCIA

Ci sono giorni un pò particolari
che di tranquillità son troppo avari,
un capello sembra sia cavallo
e tutti i nervi son tirati in ballo.

Chi parla, chiama, Dio che confusione!
chi corre o accende la televisione;
allora è tale e tanta la stanchezza
che scordo cosa sia la gentilezza.

Decido di gridare a voce fonda
urlando:"Smettetela con questa baraonda!"
Cade il silenzio, c'è pace finalmente...
tutti mi guardano un poco ... stranamente.

Qualche minuto che tutto và normale
ma basta poco... e si torna tale e quale.
Temendo allor della pazzia varcar la soglia
mi viene di fuggire una gran voglia
ma poi mi guardo bene bene intorno
e sento il mio sorriso far ritorno.

Quasi d'un tratto infatti mi rilasso,
tiro un sospiro e penso che quel chiasso
l'insopportabile grande parapiglia
è tutto ciò che amo. E' la famiglia.

           PESTI

Ciò che sempre di più mi fà agitare
son le mie figlie intente a litigare
e con grida ogni momento più assordanti
mi chiamano con voci petulanti.
Non volendo su lor sempre infierire
e rifiutandomi senzaltro d'impazzire
decisi un giorno di chiudermi nel bagno
sentendo del silenzio un gran bisogno.

La porta chiusa sembrava la maniera
d'innalzar fra mè e loro una barriera
ma, non riuscendo i richiami ad attutire
sentivo la mia rabbia ribollire.
Fù poi per caso che ebbi l'occasione
di dare un taglio a quella confusione
(mi vien da ridere però quando ci penso
perchè per gli altri forse non ha senso)

Aprii di scatto con furia il rubinetto
e fu immediato e benefico l'effetto!
niente più voci, nè rumor, nè pianto
ma sol dell'acqua sentivo il dolce canto!
L'allegro scroscio mi dava la salvezza
mentre pian piano spariva la stanchezza,
con qual sollievo gustavo quella calma!......
Quando s'aprì la porta e ci fù l'urlo:"MAMMAAAAAAA!"




permalink | inviato da il 12/1/2006 alle 14:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (33) | Versione per la stampa
CULTURA
22 aprile 2005
Bugie
Anche questa poesia, scritta nell'85, è stata ispirata dalla mia realtà, quella di mamma .... vittima della sua stessa solerzia. Un post scritto da Musoge me l'ha ricordata e penso che potrebbe essere una risposta, un mio commento.

 

Un arduo compito che ha ciascuna mamma,

e di questi ce n'è una vasta gamma,

vi è quello di dover presto chiarire

se la menzogna è sempre da proibire.

Per lunghi anni al figlio và insegnando

che mai bisogna vivere mentendo

per evitar che dopo, giustamente,

non venga più creduto dalla gente.

Lo punisce severa coi castighi

badando ben che poi diritto righi,

così con sforzo e grande abilità

quel figlio dirà solo..."verità".

Ma i guai per lei cominciano davvero

quando il bimbo con dir lesto e sincero

per il suo modo chiaro di parlare

le farà desiderar di sprofondare.

Dovrà, povera mamma sulle spine

sudare freddo, in ansia senza fine

sempre sull'orlo di qualche figuraccia

che le farà tutto il suo dir tornare in faccia.

Quello è il momento giusto per spiegare

che a volte la bugia si può scusare

perchè non sempre la cruda verità

può farsi scudo della sincerità.

Che esiste distinzion tra la bugia

e la falsa odiosa ipocrisìa

perchè se detta, quella, a fin di bene

riesce ad alleviar persin le pene.

Che si rivela poi molto sensibile

chi evita d'urtar chi è suscettibile,

perchè con garbo e tatto potrà dire

ciò ch'egli pensa senza mai ferire.

Che dimostra natura generosa

chi infine sà imbastir bugia pietosa

mentre a volte la mania di verità

potrebbe anche celar malvagità..

Sarà la vita, dopo, ad insegnargli

ch'è meglio che a parlar lui non si sbagli

e se proprio la bugia gli è detestabile,

trincerarsi nel silenzio è preferibile. 

Se infatti in guerra è vital la strategìa

per stare in pace ci vuol diplomazia

e pur se quest'idea fà sempre fremere......

.... resta regola d'or del saper vivere!




permalink | inviato da il 22/4/2005 alle 20:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
11 aprile 2005
Viva l'estate.
Si, lo so, stiamo ancora aspettando che arrivi la primavera e io già parlo dell' estate! Stiamo ardentemente desiderando il sole per  riprenderci dal freddo e goderci rilassanti passeggiate, posare definitivamente giubbotti e maglioni pesanti ... e io già penso al mare. Ebbene si, ci penso, perchè da noi al sud non è difficile che si passi direttamente dal freddo al caldo saltando questa mezza stagione dalle miti temperature che invece ritroviamo a ottobre e che si chiamerà autunno. Infatti.............

Da noi l'estate senza alcun preavviso
usa piombar da sempre all'improvviso

vi è allora un fuggi fuggi generale
dal caldo che ogni giorno è più infernale.

Chi corre al mare oppure va in campagna
chi invece preferisce la montagna,

ma pur se il caldo un pò ci fa impazzire
da un altro lato ci lascia rifiorire.

Riposti gl'indumenti ormai pesanti
vestiamo coi colori più sgargianti,

vertiginose minigonne e scollature
rendono allegre le villeggiature

mentre indecenti minuscoli bikini
farebbero arrossir dei manichini.

Questa è l'estate: leggera, trasparente
seppur con qualche innocuo inconveniente:

i litigi ch'è pronta a provocare
se l'occhio si sofferma ad ammirare!

E' stagione di vacanze e di risate
e non possiamo che gridar :VIVA L'ESTATE!!!



permalink | inviato da il 11/4/2005 alle 22:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
25 marzo 2005
Pensando a Dio
L'anno scorso ho scritto questo post ...




permalink | inviato da il 25/3/2005 alle 23:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa
sentimenti
3 marzo 2005
Riflessioni

Questa è una poesia scritta da me il 28.8.1985. Non sono cambiata molto da allora, tranne forse, che cacciare via il pensiero mi diventa sempre più difficile.


----------------------------------------------------------------------------------------


E' bastato un breve trafiletto


sul giornale che avevo appena aperto


per bloccarmi, con la pelle d'oca


a pensar come la morte gioca.


 


Continuo a rileggere quel nome


sperando di sbagliarmi, non so come


non volendo constatare con orrore


la gran facilità con cui si muore.


 

Noi parliamo, ridiamo, litighiamo


attaccati alla vita e al suo richiamo


senza rifletter (per non impazzire?)


che potremmo all'improvviso scomparire.



E' una realtà, questa, tanto vera


che mi lascia di stucco, son sincera


come cogliessi a un tratto solo adesso


l'incognito mister che ci sta addosso.



Nella scoperta adesso mi tormento


pensando al mio domani con sgomento.


Chiudo allora il giornale tristemente .....


cacciando via il pensiero dalla mente.


 




permalink | inviato da il 3/3/2005 alle 16:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa
sentimenti
7 febbraio 2005
Volare

A giugno, quando ancora non facevo parte del cannocchiale ma ero solo in carodiario ho scritto un post che riporto oggi quà. Lo dedico ad Ombra ..........................................................................

..........................................

Poco tempo fà ho fatto un sogno bellissimo che mi ha fatta svegliare con una sensazione gradevolissima di gioia: sognavo di volare. Vedevo dall'alto dei bellissimi paesaggi, ero altissima e ridevo mentre mi rendevo conto di potermi librare ancora più in alto. Facevo capriole su capriole e.....cantavo, ma non è che cantarellasi, no, proprio cantavo a squarciagola come mai ho fatto in vita mia. Che cosa cantavo? VOLAREEEEE  OH OH , naturalmente! I sogni spesso si dimenticano, ma questo non lo scorderò mai per quel meraviglioso senso di libertà che mi ha regalato .....ed allora... ho scritto questa poesia:

Quale uomo una volta nella vita

non ha sognato un giorno di volare

coltivando la voglia indefinita

tra le nuvole e il sole di sfrecciare?


Di librarsi leggero dolcemente,

distante dalle sue fragilità

su, verso l'alto, via, liberamente

disancorato dalla gravità.


Sarà felice, con il cuore in festa,

catturato da libere emozioni

vagherà con gioia manifesta

rapito da mille sensazioni.

--------------------------------------------------------------------------

Poi la poesia continua, ma non riporto il seguito perchè porta delle costatazioni tristi, mentre io voglio ricordare ancora solo quelle belle ... da dedicare! 

 




permalink | inviato da il 7/2/2005 alle 16:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (23) | Versione per la stampa
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23 gennaio 2005
ATTESA
Vena Poetica dove sei finita?

Sentendoti forse trascurata

in silenzio dal mio cuore sei fuggita?


 O temendo d'esser stata soppiantata

in un cantuccio,  sola e intimidita

da qualche parte te ne stai annidata?


 A mè piace pensarti un pò assopita ...

che aspetti solo d'esser risvegliata

per poi mostrarti a mè rinvigorita.

 




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sentimenti
24 novembre 2004
UNA STORIA ... PROVERBIALE

 


Chi mal si corregge la vita si duole



... però nel frattempo fà quello che vuole.



Saprà certamente ch'è umano sbagliare



e resta diabolico perseverare



ma usa quel detto a lassata è pidduta      (ogni cosa lasciata è persa)



e almeno dirà:"Me la sono goduta!



Piuttosto che far sempre vita da cani



meglio oggi l'uovo che la gallina domani



chi può e non fà, dopo muore scontento



e almeno da mè non avranno un lamento". 



Ma se ride oggi con noncuranza



dicendo: "c'è vita e quindi speranza"



sarà in futuro di buon umore



o poi di speranza disperato muore?



 



Il riso abbonda, si sà, negli sciocchi



che rischiano dopo la fin degli allocchi



difatti il lupo che mai perde il vizio



avrà da togliersi sempre uno sfizio



finche non dirà, ridotto a uno straccio,



"Fà come ti dico e non come faccio!



perchè più nessuno a me dà ristoro



trovare un amico è trovare un tesoro!".



Allora io rifletto.... se ha tante pene...



"è chi ride ultimo che ride bene"?!




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14 novembre 2004
EMOZIONI

Ancora una poesia scritta il 9.4.1986. Le prime 4 righe dovrebbero essere lette soffermandosi con attenzione sul significato di ogni parola, scelta per cercare di esprimere bene le mie sensazioni. Il resto della poesia è invece mollto scorrevole, quasi elementare.


--------------- ** -----------------    ** -------------------


                                                                                                         


E' un urlo, che strapazza le sciocchezze


Sconvolge, riducendo le grandezze.


Resuscita paure e sensazioni


in un panico confuso di emozioni.


E' disperata invocazion d'aiuto


nell'ansiosa rincorsa del minuto


che coinvolge e paralizza la città


di un' impotente solidarietà.


Nello sforzo d'ignorar la sofferenza


mi scosto anch'io, fingendo indifferenza,


ma il pianto si fà nodo nella gola


... mentre per strada l'ambulanza vola.


Ma pur lontano, il grido affievolito


sembra rivolgermi esplicito un invito:


"accetta la tua vita quotidiana


apprezzando la gioia d'essere sana!".

 




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sentimenti
5 novembre 2004
SUPERSTIZIONE

Se dei guai la presenza è assai frequente


riflettiamo allora un pò più seriamente


soffermandoci a studiar con attenzione


quella che noi chiamiam "Superstizione".


Le attribuiamo è ver scarsa importanza


definendola sol "frutto d'ignoranza"


ma c'è chi ne ha paura e ne fà un vizio


rendendo la sua vita un vero strazio.


Certo da sempre questo è un bel mistero


e l'uomo pensa:"Esiste o non è vero?"


ma nel frattempo, così, per non sbagliare


lui tocca ferro... poi torna a dubitare.


Di esempi veri e propri di malocchio


la gente sembra averne proprio un mucchio


ma non potendone provare l'esistenza


anche a parlarne fà un pò di resistenza.


Essendo ormai nell'era del progresso


a noi di dubitar non è concesso


ma continuiamo ugualmente a far scongiuri:


... con il malocchio non si è mai sicuri!


Se infatti cade l'olio, o si spezza (aihmè!) uno specchio


reazion del mondo d'oggi è uguale a quello vecchio:


si compran gli amuleti così che il conto torna


se in giro poi vediamo ... il ciondolar di tante corna!




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1 novembre 2004
Chi la fà l'aspetti!

Questa è una poesia che ho scritto nel 1989 in un momento di riflessione in cui mi è venuto spontaneo pensare a mio padre.


 ------------- °°-------------------°°-----------------------°°-----------------

                                                                                           


Tre sole parole dal senso un pò amaro


rivolto proprio a chi aveva più caro,


dal tono convinto, ormai rassegnato


rabbioso e deluso di chi ha il cuore graffiato.


Tre sole parole: un punto di vista


ed io che pensavo:"Che grande egoista!"


Scuotevo la testa e alzavo le ciglia


vivendo il mio ruolo ... quello di figlia.


Tre sole parole ma in una realtà


che poi si ripete nel tempo che và


ed ora pur io ... che l'ho sempre saputo,


mi trovo a ridire:"E' tutto perduto!".




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sentimenti
19 ottobre 2004
Figli

Questa poesia l'ho scritta quando le mie figlie erano piccole e la voglio dedicare ad una persona che ha lasciato un commento nel diario di Billo, a Flis ...........................................................................................


 


Ciò che sempre di più mi fà agitare


son le mie figlie intente a litigare


e con grida ogni momento più assordanti


mi chiamano con voci petulanti.


Non volendo su lor sempre infierire


e rifiutandomi senzaltro d'impazzire


decisi, un giorno, di chiudermi nel bagno


sentendo del silenzio un gran bisogno.


La porta chiusa sembrava la maniera


d'innalzar fra mè e loro una barriera


ma non riuscendo i richiami ad attutire


sentivo la mia rabbia ribollire.


Fù poi per caso che ebbi l'occasione


di dare un taglio a quella confusione


(mi vien da ridere però quando ci penso


perchè per gli altri forse non ha senso):


aprii di scatto con furia il rubinetto


e fu immediato e benefico l'effetto!...


... Niente più voci, nè rumor, nè pianto


ma sol dell'acqua sentivo il dolce canto!


L'allegro scroscio mi dava la salvezza


mentre pian piano spariva la stanchezza,


con qual sollievo gustavo quella calma!......


... Quando s'aprì la porta e ci fù l'urlo:"MAMMAAAAAAA!"




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sentimenti
14 ottobre 2004
L' INCOGNITA

                                                                                                    

Tra le linee confuse della mano                             
c'è chi legge di ciascun la sorte

ma nel tranquillo viver quotidiano

è  "l'incognita del poi"  che rende forte.

Racchiuso in un palmo, è sorprendente!
c'è il passato, il presente ed il futuro

e così, in un pugno solamente

l'uomo stringe il suo destino oscuro.

Ma che sia genio oppure malfattore

c'è una linea che poi tutti accomuna:

è quella che improvvisa e a tutte l'ore

si spezza ... non c'è speranza alcuna!



                                                                                    









 









                                           




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25 settembre 2004
Verità...?

Nel 1985 scrivevo:

Ho detto al mio cervello:"NON PENSARE!"

ma lui ha risposto!"BEH! NON CI CONTARE!"

e incoraggiato da tal netto rifiuto...

ora il pensiero non stà zitto un minuto.

E' inutile scacciarlo dalla mente

perchè ritorna ancora più insistente

aspettando trovi io la soluzione

a problemi di complessa comprensione.

Si ripropone chiedendo "VERITA'"

trovando  in vece sua "perplessità"

perchè ogni convinzione è soggettiva

e a mille condizioni relativa.

Certezza infatti io credo non esista

in ogni idea che sempre può esser vista

attraverso le mille angolazioni:

soggetta dunque a più interpretazioni.




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sentimenti
9 settembre 2004
Persecuzione

 Venerdì 16 Aprile 2004 -  in Carodiario scrivevo.....

 

 

Quando avevo 15 anni, come la maggior parte dei ragazzi scrivevo poesie ogni qualvolta la mia sensibilità veniva colpita da qualcosa o qualcuno. Dedicavo poesie ai bambini del Biafra, al mare, al ragazzo dagli occhi belli (che poi è diventato mio marito!). Erano poesie tenere, classiche di quell'età in cui la rima più frequente era quella di "cuore" e "amore". Con il passare degli anni questo mio modo di esprimermi però era andato assottigliandosi, fino a quando nella triste occasione della morte di mia madre, nel 1985, sono stata improvvisamente colta da una marea di emozioni che riuscivo ad esprimere bene solo in rima. Riuscivo a fare chiarezza nei miei pensieri solo in quel modo ed ero talmente assillata da questo mio nuovo essere che mi sentivo perseguitata dalla poesia. Pensare in rima! Sembra ridicolo, eppure ero arrivata al punto di portare in macchina con me carta e penna e mi è capitato di dover bloccare l'auto per scrivere subito ciò che la mia mente elaborava. E il bello è che la mia necessità di fare rima non falsava mai il mio pensiero. La mia prima poesia l'ho dedicata proprio a lei, a mia madre, visto che non capivo il motivo per cui non ero addolorata della sua morte ma al contrario ne ero sollevata. Questo mio sentire mi creava dei grandi sensi di colpa perchè non era possibile che io provassi sollievo! E poi ho capito. Ho capito che vederla soffrire inutilmente mi dava troppo dolore, tanto da sentire la sua morte come una liberazione. Ma soltanto quando le ho dedicato quella poesia sono riuscita a capirmi.  Da quella prima poesia arrivavo a scriverne 4, 5 al giorno, ed anche elaborate! Sembravo talmente un fiume in piena che un giorno in cui non ne potevo più ....

.....................................................

Mi è presa, posso dire, una manìa

con questa benedetta poesìa!

Mi capita persino di pensare

riuscendo senza sforzo anche a rimare.

Il bello è che mi piace, è divertente

giocar con le parol continuamente

Basta però, questo è esagerare!

il mio cervello sento già fumare.   




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9 settembre 2004
GIOVENTU'

C'è una cosa assai bella della vita,


peccato che ti volti ... ed è finita.


La scorgi nel sorriso degli anziani


quando parlan di ricordi ormai lontani,


la voce velata di malinconia


ricordando il tempo ch'è volato via.


Sospirano dicendo:"Non ritorna più,


ah quant'era bella la nostra gioventù!"


E ti ritrovi ad osservarli: inerti,


spalle curve, rughe, passi incerti


ma li ricordi, sol poco tempo fà


diritti, lisci e pieni di vitalità.


Poi ti rammenti che allor c'eri anche tu,


eri un bambino e ormai non lo sei più.


Ma già che ti sei accorto, non fartela scappare


lo sai, dietro nel tempo non puoi più ritornare.


Vivi e godila dunque allegramente


la gioventù ogni giorno intensamente;


acchiappa a volo tutte le occasioni,


senza incertezze, senza esitazioni.


Ridi, scherza, fai grande baldoria


e non ti croggiolar mai nella noia;


il mondo è tutto tuo non lo scordare


non stare sempre lì  fermo a guardare!


o quanto prima spiandoti allo specchio


dirai con gran rimpianto....:"Mi sono fatto vecchio!"


                  




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4 settembre 2004
I nostri giorni

Continuo a riportare i miei vecchi articoli e ho deciso di mettere di seguito questa mia poesia scritta sempre nel 1985 perchè la trovo sempre attuale e soprattutto attinente ai fatti che stanno accadendo

REALTA' E ILLUSIONE

Non importa che i letti siano sfatti

o m'aspetti da lavar pile di piatti,

al mattino, essendo casalinga

nessuna fretta c'è che mi costringa.

Così  per stare al passo ed al corrente

primo pensier che sento forte e urgente

è quello di leggere il giornale

pure se intorno ho il caos generale.

Curiosa ed assetata di cultura

m'immergo allora nella mia lettura

e quando ho dato al mondo una sbirciata.....

..... la casa mia mi sembra già ordinata.




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sentimenti
4 settembre 2004
DEDICATA A DIO
Visto che il mio diario ha avuto inizio in un'altro sito, ho pensato di ricomporlo nel cannocchiale riportandone piano piano gli articoli. Questa è una mia poesia scritta nel lontano maggio 1985 e...parlo con Dio:

Signore Mio, che meraviglia!

Chi Ti parla da quaggiù è una tua figlia

che ammira tutto quanto del Creato

e pensa che anche troppo hai lavorato.

E' commovente osservar la perfezione

l'intelligenza, l'amor, la precisione

tutta la cura che hai posto in ogni cosa:

specie la vita è assai meravigliosa.

Or, quello che non sò proprio spiegare

è il motivo che Ti ha spinto a rovinare

tutta quanta la brillante operazione

con l'ultima infelice Tua creazione.

Parlo dell'uomo, plasmato a Tua misura

che ti ha fatto far però ... brutta figura

e mi chiedo se Ti sia mai Tu pentito

di aver quel nuovo essere costruito.

Lo hai voluto, aihmè, privileggiare

dandogli il mezzo anche per pensare

poi con immensa generosità

gli hai regalato l'immane libertà.

Di una cosa però, Dio, Ti sei scordato

che ha reso l'uomo incerto e limitato

e lo hai spinto a macchiarsi di peccati

che potevano anche essere evitati.

Mi riferisco proprio alla saggezza

che desse ad ogni uomo la certezza

di esser giusto sempre nell'agire

e Ti potesse ogni momento benedire.

Non vorrei ora sembrarTi irrispettosa

definendo ciò che hai fatto "difettosa"

e neppure vorrei mai scandalizzare

osando il Tuo operato criticare.

Penso invece che forse eri distratto,

mentre intanto compivi il triste fatto,

oppur dovevi esserTi stancato

dopo aver tanto Universo riordinato.

Certo, è un peccato! perchè se riposavi

son certa che di meglio realizzavi

dando infatti a ciascun la perfezione

Ti risparmiavi la brutta delusione.

Bhè, cosa ci vuoi far... il dado è tratto!

Ma quando si comporta come un matto

ricorda sempre che lui è una Tua creatura

....unico neo della splendida natura!




permalink | inviato da il 4/9/2004 alle 1:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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Curiosità
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Il Tempo Domani a Messina



Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.

(P. Neruda)


Solo per oggi

Solo per oggi cercherò di vivere alla giornata senza voler risolvere i problemi della mia vita tutti in una volta.

Solo per oggi avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno, non cercherò di migliorare o disciplinare nessuno tranne me stesso.

Solo per oggi sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell'altro mondo, ma anche in questo.

Solo per oggi mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino ai miei desideri.

Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo a sedere in silenzio ascoltando Dio, ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così il silenzio e l'ascolto sono necessari alla vita dell'anima.

Solo per oggi, compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.

Solo per oggi mi farò un programma: forse non lo seguirò perfettamente, ma lo farò. E mi guarderò dai due malanni: la fretta e l'indecisione.

Solo per oggi saprò dal profondo del cuore, nonostante le apparenze, che l'esistenza si prende cura di me come nessun altro al mondo.

Solo per oggi non avrò timori. In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere nell'Amore.

Posso ben fare per 12 ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare tutta la vita.


Papa Giovanni

       







IL CANNOCCHIALE