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penelope1951
Volete conoscere i miei gusti musicali? ... ACCENDETE LE CASSE!
musica
4 aprile 2011
Potere della musica

Con le cuffiette e l’mp3 agganciato al taschino della vestaglia sto ascoltando la musica che ho caricato in questo minuscolo e comodo aggeggio. Però… mamma mia che malinconia mi sta venendo! Ogni canzone mi riporta a diversi periodi della mia vita. Per esempio in questo momento sto ascoltando “fascination” e la mia mente corre ai 18 anni di mia figlia (oggi ne ha 32) l'apertura dei balli con il padre emozionato in una sala gremita di giovani amici. Prima avevo ascoltato “il valzer delle candele” e mi sono ritrovata tra le pareti di casa mia, ho rivisto mio padre seguire la musica, estasiato, con la mano per aria e mia madre che lo guarda sorridendo.…poi è stata la volta di “dammi la luna” di Eros Ramazzotti e questa volta ero in villeggiatura al mare, abbronzata, 20 anni di meno e figli piccoli. Per non parlare delle canzoni di Gianni Morandi! Quelle mi riportano ai miei 16 anni, ad emozioni giovanili, sentimenti profondi e dimenticati….

  ............  Penso proprio che spegnerò!      

                                                                                                  




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vita familiare
24 febbraio 2011
Ricordo che...

quando qualcuno diceva: "che bella ragazza!", mia madre sistematicamente commentava:"non è importante che sia bella, la sua fortuna dev'essere bella!"  Queste parole risuonano nelle mie orecchie, risento la sua voce, rivedo lo sguardo mesto, so bene a chi stava pensando e aveva perfettamente ragione!


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vita familiare
10 ottobre 2008
Portieri
Il palazzo dove abito è molto grande, ha due ingressi laterali che si affacciano su due strade parallele e due rampe di scale da cui si snodano corridoi lunghissimi che le collega. Io vi abito da circa 27 anni ma ho pochi vicini di casa perché per lo più gli appartamenti sono adibiti ad uffici e così, proprio per la sua notevole vastità ed anche per il viavai continuo di gente non si può escludere che qualche maleintenzionato possa nascondersi tra un corridoio e l'altro , per cui da sempre ci lavorano 2 portieri che si danno il cambio:uno di giorno e uno di notte.

Li ricordo tutti molto bene i portieri che si sono alternati in questi lunghi anni perchè ognuno con le proprie caratteristiche ha fatto parte della mia vita da quando avevo i figli piccoli fino ad oggi che ormai sono diventati grandi.

Il primo, quello che mi ricorda i miei 30 anni, era un uomo paterno e gentile a cui a volte ricorrevo quando certe mattine, trafelata, realizzavo che mia figlia avrebbe perso la scuola se avesse aspettato che mi sbrigassi anch'io e allora ... via di corsa con la manina stretta a quella del signor Pippo. In seguito aveva avuto modo di conoscere tutti i miei figli e rido ancora al pensiero di quando uscendo (intanto i figli erano diventati tre) i saluti si sprecavano, sembravano non finire più ... "buon giorno" e "ciao" per ciascuno! Purtroppo una sera si è sentito male e un infarto lo ha portato via all'improvviso.

Il portiere successivo era invece un uomo anziano con i capelli tutti bianchi, cerimonioso e all'antica lo ricordo per una particolarità:non appena tornavo a casa dalle mie spese lui arrivava di corsa ad aprire la vetrata e, quasi con la forza, insisteva per togliermi qualsiasi pacco o pacchettino stessi sorreggendo. Non ci riusciva mai però. 

Il successivo era invece insopportabile, sgorbutico da morire, montava alle 18, salutava per miracolo o rispondeva con mugugni incomprensibili senza neanche guardare in faccia, se uno dei miei figli per caso dimenticava la chiave di casa e gli suonava per farsi aprire ( non ci sono campanelli o citofoni, il portone resta aperto dalle 8 del mattino fino alle 20, poi entrano solo gl'inquilini con le chiavi) s’incavolava di brutto e li rimproverava, per non parlare poi se a suonare erano i loro amici!!! Alle mie rimostranze una sera mi disse che se ad avere bisogno di lui fossimo stati io o mio marito non avrebbe avuto niente da ridire, ma rifiutava di fare da portiere a dei ragazzi! Sono rimasta senza parole ed ho capito che doveva essere complessato, menomale che poi per motivi familiare se n'è andato.

Ormai da parecchi anni ce n'è un altro che sta invecchiando insieme a noi, è diventato anche un pò duro d'orecchi ma è efficiente, ha modi che potrebbero sembrare bruschi ma sono solo schietti e se la sua voce risuona forte per le scale è solo dovuto al fatto che non sente più bene; suo figlio qualche volta sostituisce il portiere di notte ed è diventato amico dei miei figli. 

Qualche incomprensione l'ho avuta con un portiere notturno, infatti c'è una stanzetta con la televisione, attrezzata anche con una branda dove poter trascorrere la notte comodamente .... Comodamente si! ma questo non significa che in caso di necessità deve diventare nervoso o maleducato perchè non può dormire in santa pace! Se dev'essere pagato per dormire allora può benissimo restarsene a casa sua! … O no?! 

                                  


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vita familiare
13 settembre 2007
Altri tempi
Può sembrare strano ma stasera ho voglia di scrivere ... pur non sapendo cosa.
Ascolto in sottofondo la musica del blog cantata da Robbie Williams, il cantante di cui è innamorata mia figlia e per il quale è andata persino a Milano per il concerto. Io la prendo in giro perchè non lo trovo affatto bello e non tutte le sue canzoni sono stupende come dice lei, però a furia di sentirlo è finita che adesso piace anche a me, proprio come faceva mio padre a casa mia con la musica lirica. Rita Pavone o Gianni Morandi lui non li sopportava e non li aveva mai accettati neanche dopo anni, ma perchè a fare il lavaggio del cervello mettendo la musica che si sentiva per tutta la casa e anche nei dintorni era lui, non io... Altri tempi! Erano i tempi in cui camminando per strada si sentiva provenire  dalle case il suono stupendo del pianoforte (a casa mia era rimasto chiuso dalla morte di mia sorella) ma soprattutto si sentivano voci di donne che canticchiavano sfaccendando... davvero altri tempi! ...Ma perchè il mio pensiero scivola a tempi così lontani? me lo chiedo ma dentro di me già lo so, stasera ho nostalgia di mio padre e mia madre, della mia casa di ragazza ... e in questo momento è un pomeriggio estivo, c'è  la frescura classica delle case antiche, silenzio intorno a me ...  sono nella stanza da pranzo dietro le persiane verdi socchiuse a libro ad osservare tra una sbarretta e l'altra il mare in lontananza. La casa è tutta interna e solo da lì si vede uno scorcio di mare e la mamma che non esce mai per colpa dell'artride sta seduta dietro i vetri a guardare quell'unico angolino di libertà. E' così fissata che un bel giorno pur abitando ad un piano rialzato decide di far costruire un balcone lunghissimo e, anche se mio padre non è daccordo, chiama l'operaio e lo fa fare lo stesso (GRANDE MAMMA!!!!) . Lui ammutolisce (è il suo unico modo di protestare) e per un mese non mette fuori un piede sul balcone nuovo finchè un bel giorno con uno spintone fra le risate generali lo gettiamo letteralmente fuori e così ... finisce per riconoscere che finalmente si respira,  in una abitazione dove ci sono soltanto finestre è una goduria avere uno sfogo specialmente per chi sta sempre in casa!  Mia madre coltiva con amore le roselline selvagge, quelle rosa rampicanti e il balcone diventa una meraviglia mentre da un grosso vaso messo in un angolo arriva alle mie narici anche il profumo dolciastro delle gardenie ... mmmmh ... lo sento!!!  



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SOCIETA'
27 agosto 2007
Sconosciuti
Così come quella vecchia canzone era sempre rimasta nel mio cuore, ci sono anche volti, frasi, atteggiamenti che non ho mai dimenticato. Tutti noi, spesso inconsapevolmente, diciamo o facciamo cose che colpiscono gli altri, nel bene e nel male non sappiamo l'importanza che può avere il nostro intervento, anche un piccolo gesto........

Avevo 15 anni e avevo appena litigato con i miei genitori che contrastavano il mio grande amore. Camminavo per strada, sconsolata rimurginando sulla mia infelicità, un passo dietro l'altro senza vedere niente e nessuno, con gli occhi lucidi, sola e triste con i miei problemi.
Ad un tratto una voce:"ma quanto sei bella!!! facciamo conoscenza?" e subito dopo un'altra voce dal tono che non so spiegare,duro e allo stesso tempo dispiaciuto, quella del suo amico:"CRETINO!!! lasciala stare! ma non vedi che sta piangendo?". Non ricordo i volti di nessuno dei due, ma da 40 anni la sensibilità di quel ragazzo sconosciuto è rimasta impressa nella mia memoria.

Un altro episodio invece mi riporta alla nascita della mia seconda figlia che oggi ha 25 anni. Ero nella sala pre-parto distrutta dalle doglie e intorno a me avevo giovani medici che presenziavano per fare esperienza, ginecologo, ostetrica … in buona compagnia si potrebbe pensare! E invece no!!! Infatti chiacchieravano fra loro ad alta voce, ridevano … insopportabili! Ad un tratto, in mezzo a quella confusione ho sentito una carezza leggera e una voce gentile che sottovoce mi chiedeva come mi sentissi… mi sono voltata ed era uno di quei giovani medici che si era distaccato dal gruppo. A lui naturalmente auguro che abbia fatto molta strada conservando dentro di sé quell’umanità dimostratami 25 anni fa e che ogni medico dovrebbe sempre conservare.

Mi sono chiesta perchè proprio questi due episodi mi sono rimasti così impressi e credo che la risposta stia nella solidarietà spontanea e sincera trovata in momenti per me di sofferenza...e medito.




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musica
23 agosto 2007
Finalmente!
Spesso chiedevo alla mia amica Rita:"sei proprio sicura di non ricordare il titolo di quella bella canzone che faceva così ....?"  e gliela cantavo. Niente da fare! nè io nè lei riuscivamo a ricordarlo. Ma siccome quando ci si fissa niente è impossibile, stasera dopo aver fatto vari tentativi di ricerca ... l'ho trovata! Si sa che la musica riesce a trasmettere emozioni, a far rivivere momenti particolari  ma questa mi riporta incredibilmente all'adolescenza. Risento i borbottii di mio padre che deve prendere la macchina per accompagnarmi dalla mia più cara amica, mia madre che conciliante gli dice:"e dai! accontentala!" ...  le risate mie e di Rita nella sua casa immensa, gli scherzi telefonici, le "serie" discussioni di tredicenni mentre nel giradischi si alternano brani musicali del nostro tempo, tra cui appunto la dolcissima  "Hey Paula".



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vita familiare
8 maggio 2007
Le coppe a vento
Chi le ricorda? Io si. Ero piccola e mi piaceva guardare la pelle delle spalle che si alzava gonfiandosi dentro un bicchiere mentre una monetina, avvolta in un quadrato di stoffa con la punta legata e bagnata d'olio, ardeva al centro. Dicevano che questo sistema assorbisse l'umidità accumulata nelle spalle doloranti. Ci pensavo proprio oggi perchè ho beccato l'influenza con tutto quello che comporta, febbre, tosse, raffreddore, dolori alle spalle ... Ero incerta se fare l'aerosol ma non avevo voglia di sentire il rumore fastidioso del suo motorino  e allora ho preso una pentola, l'ho riempita per metà d'acqua e l'ho fatta bollire, poi ho sciolto dentro un cucchiaino di Vicks Vaporub e infilando la testa tra una tovaglia e la pentola ho cominciato a respirare a pieni polmoni quel fumo pungente e profumato che mi ha fatto lacrimare gli occhi ma che mi ha anche dato la piacevole sensazione di essere in montagna. Anche questo mi ha riportata al passato, ad una cucina che ormai non esiste più. 
                                                                                                           Vicks Vaporub



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31 marzo 2007
Ricordi
Quando ero una ragazzina frequentavo un istituto religioso, lì ho fatto le medie, le superiori e mi sono diplomata. L'istituto, come tutti quelli religiosi, era molto lindo, curato dalle suore e soprattutto c'era una chiesetta dove spesso e volentieri mi rifugiavo per raccomandarmi con tutti i santi del cielo perchè le mie interrogazioni andassero bene. Era sempre aperta, non mancavano mai i fiori freschi all'altare e ricordo ancora il senso di pace e di benessere che diventava parte di me quando mi sedevo a riflettere, a pregare, pur con tante domande dentro di me ero fiduciosa che davvero qualcuno mi stesse ascoltando e non poche volte sono tornata a ringraziare per le "grazie ricevute". Sembrava infatti che qualcuno lassù avesse deciso di accontentarmi quasi sempre. Tornare a pensare a quei tempi mi rende nostalgica, forse perchè oggi dubbi, incredulità, scetticismo e povertà di fede mi hanno cambiata ... eppure il mistero della vita è sempre uguale!   



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sentimenti
24 novembre 2006
AMICIZIA
Le amicizie che risalgono ai tempi della gioventù che poi non svaniscono nel tempo solitamente si possono contare sulle dita di una mano e per quanto mi riguarda sono soltanto due, ma le ritengo le mie migliori amiche, soprattutto perchè al contrario delle normali "conoscenze" è come se avessimo fermato il tempo, ci comportiamo infatti con la stessa naturalezza di 40 anni fa. Una l'ho già presentata agli amici blogers perchè per farmi una sorpresa tempo fa ha aperto anche lei un blog nel cannocchiale:Rita, compagna delle scuole medie. Purtroppo adesso è molto impegnata e non ha più il tempo di scrivere quei bei post dove tutti potevamo apprezzare la sua bravura nei lavori di decoupage, e , proprio ieri sera al telefono mi ha raccomandato di salutarvi tutti. L'altra, invece, è una compagna delle scuole superiori con cui ho condiviso il patema d'animo degli esami di stato e si chiama Nuccia. Con lei ci siamo sentite stasera e abbiamo rinvangato i vecchi tempi. Adorava mia madre e quando la ricorda si commuove sempre, ha per lei parole affettuose ed ha una gran nostalgia del periodo in cui per studiare veniva a casa mia fermandosi per giorni. Ripensa a quando, chiuse nella mia stanza tra libri, appunti, e molte risate ci preparavamo a sostenere gli esami di stato e,  improvvisamente, compariva mia madre con un bel sorriso e un vassoio con due grossi panini imbottiti di profumatissimi pomodori conditi con olio sale e origano "perche staccassimo un pò, perchè ci riprendessimo dagli sforzi mentali in cui eravamo impegnate" (!!!!)diceva mia madre un pò ridendo ma anche sul serio . Era simpatica mia madre e piaceva a tutti i nostri amici perchè nonostante gli acciacchi e i guai aveva sempre il sorriso e la battuta pronta, ma soprattutto dava coraggio e consolava nel momento in cui ce n'era bisogno. La notte prima degli esami Nuccia era a casa mia e visto che dividevo la stanza anche con mia sorella le chiacchiere non finivano mai, ma soprattutto non finiva quel "ritticchio" nervoso che la faceva scoppiare a ridere per ogni cosa finche io, all'ennesimo invito inascoltato di smetterla e di dormire non sono sbottata in un "BASTA!!!!"  definitivo che l'aveva lasciata di sasso. Diventata seria all'improvviso mi ha guardata e dopo un attimo ha quasi gridato"E IO MI METTO A PIANGERE!!!" ed è scoppiata in lacrime. Oggi lo ricordiamo sbellicandoci dalle risate ma quella sera non aspettandomi quella reazione mi ero dispiaciuta, però almeno... dopo avevamo finalmente dormito! Eravamo già entrambe fidanzate, uscivamo in quattro, le lunghe gambe dei nostri ragazzi ripiegate nella vecchia 500 e molte foto al mare, in campagna nelle varie festività testimoniano la nostra amicizia. Quanti natali ... e compleanni ... quante "scala 40" giocate non in salotto, ma al calduccio della cucina, riconcentrati sotto quel semplice lampadario rosso che poteva salire e scendere illuminando il tavolo. Ricordo quando prima di sposarmi ho scelto il menù da servire e siamo stati invitati dal direttore del locale a verificare la bontà delle cose scelte ... eravamo insieme; in sala il giorno del matrimonio  ho lanciato il mio buquet e ... era lei che subito dopo lo stringeva  forte al petto emozionata e commossa per il segno di augurio da parte mia.

I nostri figli sono coetanei  e così possiamo condividere oltre che i ricordi del passato anche le prospettive del futuro, ora ci sentiamo per telefono soltanto quando possiamo e nonostante le promesse non riusciamo ad incontrarci quasi mai, ma non importa affatto... quando si vuol bene davvero. 

                                                           
 



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vita familiare
2 agosto 2006
Ingenuità!
Stamattina per disperazione ho portato a passeggio il mio nipotino ... nelle scale del mio palazzo. Per fortuna sono così lunghe e piene di corridoi a destra e sinistra che a lui è sembrato di stare davvero in pieno viale, abbiamo fatto qualche incontro e così il tempo è passato. Ad un tratto mi è venuto in mente un episodio raccontatomi dalle mie cognate un giorno in cui rinvangavano il passato: mio marito era il più piccolo dei figli e in quanto tale spesso dava fastidio alle sorelle più grandi che le studiavano tutte per toglierselo un pò di torno, così un giorno (lui aveva circa 7 anni) le sorelle gli hanno detto:"Tieni, vai alla bottega e dì al bottegaio che ti abbiamo mandato noi e digli se ti può dare, per favore, cento lire di intrattenimento!"  Lui, inconsapevole e felice ha ripetuto più volte la parola per non dimenticarla e felice di rendersi utile è andato dal bottegaio riferendo il tutto. Naturalmente quello si è fatto una sonora risata e dopo un pò lo ha rimandato a casa a mani vuote dicendo di riferire"e dove lo prendo? mi dispiace, ma non ne ho!"


                                                                       
  



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SOCIETA'
25 luglio 2006
Piacevole passatempo
Grazie ai cambiamenti apportati dal Cannocchiale ho deciso di addentrarmi nell'Indice che riporta i vecchi articoli. Li ho trovati divisi per periodo e non avendolo fatto prima (li avevo catalogati soltanto secondo le rubriche da me create) ho pensato di completarne l'ordine suddividendoli anche per categorie. Ho cominciato allora ad andare a ritroso e senza rendermene conto ho riletto con piacere tutti i miei pensieri, gli avvenimenti importanti o meno, arrivando al mese di luglio del 2005.... Un anno!!! è trascorso un anno da quando salutavo gli amici blogger annunciando la mia partenza per Milano:nasceva Alessandro, il mio primo nipotino! Quante ne ho passate fino al momento della sua nascita! Rileggendo ho rivissuto tutto, mi sono emozionata e commossa. Detto in tutta sincerità, lasciando proprio da parte la modestia  ... tra gli altri ho riletto anche un post che mi è piaciuto molto, forse perchè non lo ricordavo neanche più, come se l'avesse scritto un altra persona: questo..............

                                      

                   Avevo detto che vi avrei tenuti d'occhio?.....


   ...  e sono stata di parola, infatti stanotte sono rimasti tutti e due belli spalancati. Un'insonniaaa!!!! e cosa mi restava da fare? soltanto pensare ... pensare ... e siccome il tempo a mia disposizione è stato davvero tanto, consiglio chi mi legge di mettersi comodo se vuole conoscere l'oggetto dei miei ragionamenti perchè il post che sto per scrivere è bello lungo..... Ma che fate?... ve ne andate??? NOooo, cercherò di essere più breve possibile. Premetto che tutto è partito da alcune considerazioni per me importanti a cui sono arrivata partendo da ... 40 anni fà  Come ormai quasi tutti sanno quando ho conosciuto mio marito ero una ragazzina di soli 15 anni e quindi l'attesa della famosa "sistemazione" che ci desse la possibilità di mettere su famiglia è stata luuuunga! Naturalmente nell'arco di quegli anni io ho frequentato regolarmente la sua casa dove vivevano anche le 2 giovani cognate di cui una fidanzata, ma soprattutto i miei suoceri che definire persone d'oro è poco. Mia suocera, checchè se ne dica in tutte le barzellette del mondo, era con me così tanto affettuosa che mia madre era diventata addirittura gelosa del fatto che quasi tutti i pomeriggi li trascorressi là, ma che ci potevo fare? Ci stavo proprio bene. Nei miei confronti non le avevo mai sentito dire una sola parola che potesse offendermi o anche soltanto dispiacermi, aveva soltanto attenzioni e gentilezze, m'incoraggiava e mi consolava persino quando intuiva che ero triste o seccata per qualcosa. Risento ancora il profumo delle sue enormi torte, delle focacce, il gusto del sugo di maiale, della salsiccia fatta in casa, per non parlare dei cannoli con la crema all'aroma di arancia. No, non mi ha presa per la gola lei era sempre in movimento e le figlie l'aiutavano volentieri mentre io (non ridete!!!) guardavo e assaggiavo. Era la classica donna tutta "casa e chiesa", ma non di quelle bigotte o che predicavano bene e razzolavano male, lei davvero prima di tutti amava Dio, si alzava la mattina alle sei e andava in chiesa a sentire la Messa e a fare la comunione e poi tornava a casa dalla famiglia a tempo pieno. Questa sua forte spiritualità la trasmetteva ai figli con l'esempio, non la imponeva a nessuno e meno che mai a me che pur frequentando un istituto religioso non sono mai stata particolarmente praticante. Era il tempo in cui a poco a poco avevo convinto mia madre ad accorciare l'orlo delle gonne: mai detto niente!... Oggi siamo tutti adulti, mia suocera purtroppo non c'è più da molti anni ma i miei figli sanno tutto di lei perchè gliene parlo spesso. E' riuscita a lasciare un impronta profonda nei figli che hanno assimilato i suoi sani principi e insegnamenti e non solo in loro! ma persino in quei nipoti che non ha potuto godersi perchè, naturalmente, è morta a soli 59 anni! Anche una mia cognata non c'è più mentre l'altra si è sposata, frequenta assiduamente la Chiesa, fa parte di una Comunità, porta a casa sua i poveri, cerca di aiutare tutti quelli che vede in difficoltà, ha due figlie ed è già nonna...anche di una bambina adottata dalla figlia. Suo marito, nonche cognato con cui condivido gli stessi bei ricordi, è diventato diacono ed ha avuto la gioia sia di sposare personalmente le sue due figlie che di battezzare i 2 nipotini....e domenica battezzerà anche il terzo.
Ed ecco che adesso sono arrivata al nocciolo della questione, al motivo scatenante di tutti questi ricordi e riflessioni. FINALMENTE! Starà pensando chi ha avuto la pazienza di leggere fin quà.
Qualche giorno fà ho ricevuto la telefonata di mia nipote per invitarci al Battesimo del suo bambino domenica e io, vista la stretta parentela, ho chiesto se aveva bisogno di qualcosa in particolare che mi permettesse di fare con certezza un regalo gradito. Conoscendo il suo carattere mi aspettavo di dover insistere nella richiesta e quindi è stata per me una vera sorpresa sentire dalla sua voce gentile, quasi imbarazzata che, per festeggiare per bene un Sacramento come il Battesimo lei aveva un solo desiderio:che ogni invitato mettesse in una busta chiusa del denaro da consegnare poi ad un sacerdote salesiano che vive in Madagascar che sta costruendo scuole, ospedali, case, proprio grazie alla generosità della gente. Poi abbiamo riso insieme perchè mi ha confidato che il marito non è che fosse molto contento della cosa! ( lui non ha conosciuto mia suocera!) ma lei aveva insistito nella sua idea visto che ritiene suo figlio un bambino fortunato a cui non manca il necessario. Insomma: buon sangue non mente! Poi abbiamo chiacchierato di un sacco di altre cose, come le iniziative intraprese per mantenere agli studi universitari ragazzi africani che desiderano laurearsi in medicina per poi tornare al loro paese e aiutare la propria gente.... e poi ancora dei medici senza frontiere ... e più lei parlava più io mi sentivo allargare il cuore, perchè non stavo leggendo un giornale o ascoltando qualcuno in televisione, erano le parole di mia nipote, una ragazza a contatto diretto con un mondo a me sconosciuto, da molti criticato forse perchè ormai nella nostra anima sembra non esserci più posto per l'amore, siamo sempre pronti solo ad attaccare, sfiduciati e rabbiosi ci guardiamo in cagnesco. Invece esistono davvero le persone buone, quelle che danno la speranza di un futuro migliore, costruttivo .... così come esistono suocere buone come la mia che con modestia ed umiltà ha lasciato nel suo orticello dei solchi così profondi da indurre ancora oggi qualcuno a continuare a seminare.
 



P.S. sono stata costretta riportarlo, non sono riuscita ad inserirlo con il vecchio metodo! :-((



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musica
11 luglio 2006
Mamma Rai
Dopo i festeggiamenti ai calciatori mamma Rai mi ha fatto un regalo, mi ha fatto ascoltare la musica che piace a me e che mi ha riportato alla mente un vecchio post:  http://penelope1951.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=364043 





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vita familiare
2 luglio 2006
16 anni fa
Leggendo il bel post di Cielo ho fatto mente locale degli anni trascorsi dall'ultimo mondiale in cui avevo seguito con entusiasmo il gioco dell'Italia. In particolare ricordo una sera in cui, dopo una partita vittoriosa mi sono affacciata al balcone ed ho cominciato a sventolare ... non una bandiera tricolore .... non una sciarpa ... ma bensì ...  un grosso campanaccio mezzo arruginito (proprio di quelli che  solitamente stanno attaccati al collo delle mucche) che faceva un chiasso enorme e che ben si uniformava al frastuono generale di clacson, trombe, trombette e canti a squarciagola. Se ci penso mi chiedo come non mi sia vergognata, anche se per la verità proprio nessuno mostrava di meravigliarsi alla vista di una signora saltellante che faceva casino in un balcone di una città che sembrava impazzita anche lei ... 16 anni fà ero così ... non starò per caso invecchiando?   


                                                               



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vita familiare
8 maggio 2006
Ricorrenza
Avevo chiuso il mio post precedente con l' accenno ad un lutto che intanto aveva colpito la mia famiglia. Io non ricordo nulla visto che avevo solo 7 anni ed abitavo con i miei zii, ma ne ho parlato in questo post scritto qualche tempo fa.
Oggi però c'è una ricorrenza che non potrò mai dimenticare: 23 anni fa .....






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sentimenti
17 aprile 2006
Mmmmmm!!!!
M' investe all'improvviso, mi avvolge. Inebriata l' assaporo intensamente mentre inevitabili riaffiorano  lontani ricordi. 

Questo è ciò che provo ogni anno quando fioriscono le zagare.

Non so esattamente perchè, ma io mi rivedo subito a 18 anni mentre percorro lentamente la strada che mi porta da scuola a casa, con i libri sottobraccio e il tepore e la stanchezza tipici della primavera, ma soprattutto degli esami di stato alle porte. Quante ansie in quei giorni! Chissà, forse quel dolce profumo riusciva talmente a rilassarmi mentre mi accompagnava lungo il tragitto ... che ancora oggi non riesco a cancellarne la piacevole sensazione. Meglio così!
 
Mica è da tutti riuscire a tornare a 18 anni! 


                                                    



 



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arte
7 aprile 2006
Scarabocchiando




Riordinando un cassetto ho trovato un foglio dove un giorno, molto tempo fa, prima scarabocchiando distrattamente (forse chiacchieravo al telefono) e poi volutamente, ho cominciato a realizzare disegnini che nascevano per caso man mano che la mia fantasia lavorava . Non riesco più neanche a contare i visi, gli animali e le cose che appaiono guardando bene: cigni, cani, elefanti, gatti, casette, uomini,donne e persino una scimmietta si alternano continuamente, chissà ... stai vedere che sono un'artista!?

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permalink | inviato da il 7/4/2006 alle 21:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (20) | Versione per la stampa
sentimenti
5 gennaio 2006
La Befana

Chi ha seguito i racconti della mia infanzia sa che li ho trascorsi felice, amata e coccolata da due zii senza figli che abitavano ad un palazzo da casa mia. Ogni ricorrenza era festeggiata: dai defunti a babbo Natale alla befana era un tripudio di regali. In merito a quest’ultima  però ho un piccolo flasch nella mente, ma così vivido che a pensarci mi sembra di riprovare gli stessi sentimenti di allora.....
....  avevo circa 8-9 anni ed ero in cucina con mia madre che chiacchierava con mia zia, improvvisamente ha esclamato:"figurati! non ci crederò mai! manca solo che crediamo alla Befana ora!!!" ... poi mi ha guardata, non so cosa l'abbia spinta a farlo, se un pensiero improvviso o forse un mio movimento strano o il mio sguardo meravigliato un pò ... perso, ricordo solo che subito dopo dispiaciuta e incredula mi ha chiesto:"Ma ... tu credevi ancora alla befana!!!!???"  SI!!! IO CI CREDEVO ANCORA ALLA BEFANA!!! ... Che delusione! Ho provato la netta sensazione di perdere in un secondo una persona cara, ho sentito come un vuoto, ma non ne ho fatto una tragedia, ricordo di non aver neanche pianto però in quel momento sono certamente cresciuta un pò. L'aver sempre evitato di far credere ai miei figli sia in Babbo Natale che alla Befana e soprattutto il fatto che ricordi ancora l'episodio mi fa pensare che mi abbia un pò segnata ecco perchè ho sempre voluto evitare il ripetersi in qualcuno di un pianto senza lacrime come il mio 45 anni fa.  




permalink | inviato da il 5/1/2006 alle 23:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa
musica
1 dicembre 2005
un anno fà
Non l'avevo mai fatto, ma per curiosità stasera sono andata a vedere come avevo trascorso la giornata di oggi ... l'anno scorso. Che strano, sembra quasi  che me lo sentissi che non era stata una giornata come le altre ma speciale per me, ed è stato bello calarmi di nuovo nell'atmosfera di quel giorno! E pensare che oggi sono rimasta in pantofole e vestaglia! Mi sono divertita anche a rileggere i commenti dove ho trovato tra gli altri quelli della simpatica Maramalda ... chissà se ogni tanto ci pensa, ci legge o si è proprio dimenticata di tutti noi!?    

Non mi funziona l'homepage e non ho idea di cosa abbia combinato, soprattutto  non ho modo di fare modifiche perchè manca il rettangolino alla fine per confermare. Qualcuno sa cosa posso fare perchè tutto torni a funzionare?

Un consiglio: andate a leggere il post di Duriana, è bellissimo e dopo forse ... mi aiuterete anche con più gioia! :-))  Disinteressata eh!  Ma è vero. Baci a profusione per tutti.
 



permalink | inviato da il 1/12/2005 alle 20:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (18) | Versione per la stampa
vita familiare
8 ottobre 2005
Il ricordo di un'altra gita

In un altro post avevo già fatto cenno di una gita scolastica fatta a Napoli, però non avevo raccontato quanto me la fossi sudata quella settimana di spensieratezza! e così la racconto adesso ……..  Nel 1964 io frequentavo un istituto religioso quindi niente ragazzi, niente scioperi, niente mezzi orari per assenza dei professori, insomma … niente di esaltante. Un bel giorno però arriva una bella notizia: la scuola organizza una gita a Napoli con sosta a Pompei e visita alla reggia di Caserta, chi avesse voluto aderire avrebbe dovuto dare però in tempo debito la risposta affermativa e versare la cifra stabilita. Naturalmente l’argomento era diventato il centro delle nostre chiacchiere e la domanda :”tu vai?” circolava in ogni classe e in ogni corridoio. Appena tornata a casa ne avevo subito parlato a mia madre la quale prima ha fatto mille domande e alla fine al mio “posso andare?”  ha concluso con un evasivo :”vediamo!”. Ma i giorni passavano, questo consenso non arrivava mai e mentre già le mie compagne si  preparavano entusiaste per la partenza io attendevo sconsolata il “responso”, infatti alla mia solita domanda ricevevo la solita risposta: un ennesimo e vago “vediamo”! Un giorno eravamo tutta la famiglia a tavola, io rigiravo il cibo nel piatto pensierosa mentre gli altri parlavano, parlavano, parlavano…ma nella mia testa c’era ormai un chiodo fisso e non li sentivo completamente, persa nel mio dispiacere rimurginavo sull’ingiustizia che si stava perpetrando  nei miei confronti e  improvvisamente senza che neanche me ne accorgessi le lacrime hanno cominciato a scendere silenziose finché non mi sono scossa alla voce di mia madre che con tono preoccupato diceva :”Elena, che c’è! perché piangi?” E allora io l’ho guardata ... e sono sbottata, le ho detto che non era giusto, che mi stava facendo stirare il collo  per troppo tempo, che volevo andare a Napoli o sapere se  non mi mandava, che tutte le mie compagne avevano aderito e si stavano preparando contente e che io non ce la facevo più a restare in quella incertezza! ....  E così  è avvenuto il miracolo! ho sentito un “e per questo piangevi? mi hai fatta spaventare! E va bene, ci vai, basta che non piangi più!” Inutile dire che immediatamente è ricomparso il sorriso e anche l’appetito, ho finito in pochi minuti il pranzo ed ho cominciato a telefonare alle compagne (tra cui Rita) che aspettavano di sapere se ci sarei stata anch’io. Il ricordo che ho è di questa mia prima gita da sola è di allegria, serenità, risate e shopping, soprattutto nelle bancarelle di Pompei  dove ci siamo divertite a comprare ricordini, a provare cappelli e Rita mi ha anche regalato un anello che mi piaceva troppo ma che non potevo comprare perché alla fine … mi erano finiti i soldi. Naturalmente quell’anello lo conservo ancora gelosamente … così come l’amica.

Ci riconoscete?
 
                        

    
                         

                         
         




permalink | inviato da il 8/10/2005 alle 16:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
vita familiare
6 ottobre 2005
Quel primo maggio...

Ieri ho iniziato a  creare al pc un album con tutte le mie foto a partire da quando avevo 8 mesi. Stavo in braccio a mia madre o alle mie sorelle e poi senza accorgermene ho percorso il cammino della mia vita fino agli 11 anni spegnendo il pc  solo perché gli occhi mi dolevano per la luce dello scanner (che sistematicamente dimentico di non guardare). Oggi il mio pensiero è corso di nuovo a questo piacevole passatempo e dopo aver inserito le foto del mio viaggio di nozze (un bel salto di anni!) sono tornata indietro ripartendo dal 1963 (avevo 12 anni) e, arrivata soprattutto al 1967 ho cominciato a provare un gusto anche superiore a quello di ieri perché ogni foto mi riportava a rivivere ricordi ancora vividi,  divertenti come quelle delle feste in maschera o emozionanti come quelle in cui ....................................……………………………………

Ma preferisco raccontarvi  l'episodio, legato alle foto che mostro e che ha risvegliato in me grandissime emozioni. Non so chi di voi ha già letto “profumo di gardenie” (che riporto nell'homepage)  dove racconto che miei genitori contrastavano il mio amore senza rendersi conto che non esiste modo peggiore per fare desistere un figlio da qualcosa a cui proprio non vuole rinunciare. L’avevo conosciuto nell’estate del 1965  e nel 1967 stavamo ancora a combattere con i miei che ormai lo conoscevano bene, finché  ……………..

………………………………………………………………………………………

Il primo maggio del 1967  è una bellissima giornata di sole e tutta la famiglia organizza di trascorrerlo in campagna; mia madre prepara una bella teglia di pasta al forno e tutti contenti ed eccitati si preparano a partire per questa gita con destinazione colli San Rizzo, un posto con tante pinete e aria pura adatto per le scampagnate. Io non sono contenta come loro, non sono affatto entusiasta di trascorrere quella giornata piena di sole in loro compagnia … la mia testa è altrove e non riesco a sentirmi felice. Loro invece sono sempre più entusiasti e così la mia malinconia aumenta. Caricata la macchina delle mille cose che una gita comporta finalmente ci avviamo, io seguo con gli occhi la strada e i discorsi banali che sempre si fanno finchè una sosta improvvisa mi distoglie dai miei pensieri e soprattutto mi fa chiedere il perchè  tutti si girino a guardarmi….. Li guardo anch’io, poi guardo curiosa la figura che si avvicina e …. Il mio cuore smette di battere!

 

 INCREDIBILE!!! MERAVIGLIOSO!!! STO PER VIVERE IL  PRIMO MAGGIO PIU’ BELLO DELLA MIA VITA! Il mio sorriso arriva all’improvviso da un orecchio all’altro, per la sorpresa rido e quasi piango mentre sale in macchina e si siede accanto a me. Lo guardo: incredulo, timido, contento, emozionato.

 

La mia gioia la rivivo ancora in questo momento che scrivo e non la potrò davvero mai dimenticare, li ringrazio ancora oggi che non ci sono più, perché da quel momento tutto si è appianato, la vita ha preso il suo corso sereno e soprattutto ….quel ragazzo non ha mai smesso di starmi accanto …

      


 ... la mamma è sempre la mamma!!!




permalink | inviato da il 6/10/2005 alle 20:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (21) | Versione per la stampa
vita familiare
18 giugno 2005
Così ... tanto per raccontare.

Questo tempo così strano, con il cielo grigio e tuoni minacciosi che fanno da sottofondo ma una temperatura calda da mare … mi fa pensare ai terremoti.

Oggi tutta l'Italia è ormai ballerina, ma fino a pochi anni fa i terremoti sembravano concentrati soltanto in quelle località che stavano in prossimità dei vulcani. Più volte mi è capitato di vivere questa brutta esperienza che per fortuna si è sempre conclusa bene anche se con  grande paura, un senso d'impotenza infinita e ... il vuoto totale nella mente. Mi ritrovavo a tenermi saldamente quanto inutilmente da ciò che mi dava l'impressione di protezione e stabilità: le porte. Quello vissuto con più panico è stato quello di un agosto di 28 anni fa: abitavo al quinto piano di un palazzo di 5 piani, era sera ed ero in compagnia di alcuni amici che  avevo invitato a cena.  Eravamo tutti seduti allegramente a tavola a gustare delle cozze buonissime tra risate e battute quando improvvisamente avvertiamo  una scossetta di avvertimento che ci fa guardare in viso un pò perplessi, come dire:"Che è stato?, NO! il terremoto NO!" ... ma neanche il tempo di scambiarci le prime impressioni che un boato seguito da una seconda scossa ondulatoria ci fa balzare dalle sedie mentre la luce va via lasciandoci  a brancolare nel buio spaventandoci ancora di più. La scossa è stata lunghissima,  ne sono certa perchè il mio primo pensiero è stato di correre verso la camera da letto dove dormiva mia figlia di pochi mesi e, fino a quando non l'ho raggiunta e presa tra le braccia ho il ricordo del mio sbattere di quà e di là contro muri e porte. Naturalmente nel frattempo qualcuno aveva pensato bene di urlare e piangere, cosa che pur impressionandomi  non mi ha impedito di pensare lucidamente a cosa acchiappare prima: il latte, il biberon, i pannolini ... tutto ciò che poteva servirmi per mia figlia, nessun pensiero, invece, rivolto a  ciò che normalmente a mente fredda avrei reputato tanto prezioso da portare con me nella fuga. Rivedo la corsa precipitosa di tutti noi per le scale con il timore che arrivasse un altra scossa, (mai fatti tanti gradini in così poco tempo!),  i vicini che facevano altrettanto e infine una piazza dove intanto si era raccolta la gente nel timore di crolli. A ripensarci sembravamo tante formiche come spesso ne vediamo fuggire quando si sentono in pericolo. Dove siamo andati poi a trascorrere la notte? prima  casa dei miei genitori e poi a dormire in quella dei miei suoceri: in case antiche e rassicuranti a solo due piani con muri spessi 3 volte quelli delle nostre moderne abitazioni: illusione di solidità e sicurezza .




permalink | inviato da il 18/6/2005 alle 16:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa
12 aprile 2005
Con un giorno di ritardo ...
... festeggio la ricorrenza del mio primo ingresso in Internet nel sito di Carodiario dove ho cominciato a scrivere un anno fa.


                                                                                    




permalink | inviato da il 12/4/2005 alle 19:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (23) | Versione per la stampa
vita familiare
8 aprile 2005
Lo dico sinceramente:non leggete il mio post, è triste.
Ho cliccato quì e mi è piaciuto guardare le foto del funerale del Papa, forse perchè sfumavano lentamente, con dolcezza, nelle sue parti essenziali. Poi sono tornata nel mio blog ed ho letto i commenti relativi al mio post sotto e ... mi è venuta voglia di parlare un pò di mia sorella.
In verità non ho ricordi molto vividi, tranne due: lei che allarga le braccia in fondo al corridoio di casa e io che mi ci tuffo correndo e quello del suo sorriso mentre mi da una palla enorme azzurra e bianca che mi aveva comprato. Era la più grande di 4 figlie femmine e ci separavano ben 13 anni; io per lei ero la sorellina piccola da coccolare nata quasi per sbaglio quando mia madre ormai pensava di essere in menopausa anticipata, nelle foto della mia prima infanzia sto sempre in braccio a lei. Era così carina che a 2 anni vinse un concorso di bellezza e tutti mi dicono che aveva un carattere allegro, simpatico, buono. Nella mia testa purtroppo ci sono soltanto dei flash, di aggeggi strani per casa e anche di una bombola d' ossigeno, pronta per i momenti più difficili, quelli che finirono per diventare tanto frequenti da indebolire il suo cuore che un brutto giorno non ce l'ha fatta più. Aveva solo 20 anni, era l'anno in cui avrebbe dovuto prendere il diploma e come addio a professori e compagni era stata organizzata una gita a Parigi dove lei sognava tanto di andare che aveva finito per vincere la resistenza dei miei genitori, aveva la valigia pronta ... ma purtroppo la meta fu ben diversa. Non sto a descrivere il dolore che ne è seguito, posso soltanto dire che ho visto di colpo invecchiare mio padre e mia madre mentre io, a cui non avevano detto cosa fosse successo visto che avevo solo 7 anni, la cercavo e la chiamavo per casa pensando fosse nascosta e mi facesse uno scherzo. Erano i tempi in cui già stavo a casa di mio zio Totò ed è anche questo uno dei motivi per cui non ho ricordi più precisi. Molti, molti anni dopo mio padre (che amava viaggiare) chiese a mia madre:"andiamo a Parigi?", ma la sua risposta fu solo un pianto disperato e ... non se ne parlò più. Io ero fisicamente molto somigliante a lei, tanto che certi momenti mi guardavano e piangevano; addirittura una volta, avevo 14 anni, fui chiamata a gran voce da una vecchia suora mentre ero in gita a Napoli con la mia scuola, mi chiamò con il mio cognome ma con il nome di mia sorella... senza rendersi conto che mai e poi mai avrei potuto esserlo per via degli anni che ormai erano trascorsi, mi fece una gran festa certa di non sbagliarsi e poi ... ricordo ancora la sua espressione.
La foto che mostro è quella del concorso vinto. Aveva appena finito di piangere, proprio perchè cominciava a manifestarsi la sua malattia. Trovo il suo sguardo stupendo.

                                       



permalink | inviato da il 8/4/2005 alle 19:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (22) | Versione per la stampa
vita familiare
7 aprile 2005
Ascoltando musica
Sul blog di Accade (ti controllo! :-) ma anche su altri, cè radio blog dove per adesso c'è in elenco una musica stupenda suonata per pianoforte dal titolo "Crisantemo", che io sconoscevo. E' dolcissima ed ha il potere di rilassarmi. Risentendola mi ha anche riportata a qualche anno fa (!!!) quando ragazzina camminavo per le strade della mia città e dalle finestre di molte case si sentiva provenire il suono piacevole del pianoforte. Altri tempi! A casa mia lo strimpellava mio padre, ma quella che lo suonava proprio bene era una mia sorella che aveva cominciato a studiarlo già all'età di quattro anni. Purtroppo lei è venuta a mancare a soli 20 anni e naturalmente quel bel pianoforte nero è diventato per i miei  un cimelio, da tenere sempre lucido e ben spolverato dove troneggiava una bella foto di mia sorella in una cornice d'argento, attorniata da angioletti in capodimonte e fiori sempre freschi.




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vita scolastica
29 marzo 2005
La mia maestra.
Tra i miei ricordi più cari c'è una persona che nella mia vita ha contato molto:la mia maestra delle scuole elementari. Era una donna religiosissima, non per modo di dire, lo era davvero sia nelle parole che nei fatti. I suoi capelli erano come una nuvoletta di color sale e pepe e non aveva figli ma voleva bene ad ogni sua alunna nella sua diversità, la correggeva, la esortava e le insegnava ad andare daccordo con il suo prossimo e io ... ricambiavo in pieno il suo affetto sommersa da esempi comportamentali del Vangelo. Intorno al collettino del grembiule portavamo tutte il classico fiocco bianco ma in aula c'era anche un armadio dove ogni giorno andando via da scuola appendevamo a dei chiodini con sotto il cognome altri candidi fiocchi bianchi, cuciti ad un elastichino nero, che mettevamo in testa dopo averli allargati con cura (segno di ordine, ma anche di vanità). La sua figura è impressa nella mia memoria come può esserla quella di mio zio Totò, importante, gentile e seria. Purtroppo i bambini di oggi non possono conoscere e apprezzare il significato della parola "maestra" e non avranno in futuro il ricordo di quel particolare legame che li riporterà alla loro infanzia ricordando una seconda mamma. Con lei era rimasto un rapporo così bello che io seguitavo ad andarla a trovare con piacere anche da grande, per presentarle il mio fidanzato, per farle conoscere la mia prima figlia (quando è nata l'altra purtroppo non c'era più). Dai sei anni ai 30 anni non l'ho mai persa di vista, magari mi facevo viva con una telefonata per gli auguri di Natale o con una visita veloce se ero nei paraggi di casa sua dove, ad accogliermi con mille benedizioni, (ma sul serio!!!) c'era anche l'anziana mamma cieca. Uscivo da quella casa sempre serena, con in testa mille raccomandazioni come avessi avuto ancora sei anni affinchè non dimenticassi la preghiera e l'amore di Dio anche perchè io, un pò sadicamente, mi divertivo a sconvolgerle dicendo che non frequentavo più molto la chiesa. Un ricordo che invece lei aveva di me e  mi ripeteva spesso era quello del giorno in cui aveva chiesto a tutte noi alunne cosa ci sarebbe piaciuto fare da grandi. Ognuno dava libero sfogo alla sua fantasia rispondendo  "la ballerina, la cantante, la maestra...." finchè il suo sguardo non si è posato su mè:"E tu? tu che vuoi fare da grande?" ... e io seria e compunta, sicura di me ho risposto :" La mamma!".   



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vita familiare
27 marzo 2005
C'era una volta ... la Pasqua
Qualche anno fa è morto mio suocero. Era un uomo che ci voleva molto bene e che come tutti i nonni del mondo adorava i nipotini. Aveva il piacere d'invitarci a casa sua tutte le domeniche per pranzo e così finivamo per ritrovarci tutti, sorelle, cognati, dopo una settimana di lavoro a chiacchierare fino a pomeriggio inoltrato. Era piacevole, ma soprattutto ci teneva uniti. A lungo andare era diventata un'abitudine e non c'era neanche bisogno di un esplicito invito: la domenica eravamo da lui e, al contrario, eravamo noi a preoccuparci di avvisare se programmavamo qualcosa di diverso. Specialmente nelle festività eravamo tutti presenti e i nipotini sapevano che prima di andare via il nonno avrebbe chiesto un bacio per poi lasciare stretti nelle loro mani i soldini da conservare nel salvadanaio. Ricordo in particolare un anno in cui, in occasione proprio della Pasqua, aveva preso in macelleria un biglietto della lotteria con cui aveva poi vinto un  uovo dalle dimensioni gigantesche. Ma non ci aveva detto niente e alla fine del pranzo era comparso con quest'uovo enorme che messo sul tavolo toccava il lampadario. Non vi dico la gioia dei piccoli, ma anche l'entusiasmo e la sorpresa di noi grandi! Ci siamo dati tutti un gran da fare per romperlo anche per raggiungere la sorpresa, che poi si rivelarono essere ben tre, ma ricordo solo quella che poi è stata data a mio figlio: una radio-sveglia arancione carinissima ma soprattutto efficace con un gallo che faceva un chicchirichì così forte che per anni ... lo ha fatto arrivare a scuola puntuale!     Tutto ciò purtroppo è diventato solo un bel ricordo, in seguito siamo stati funestati non soltanto dalla sua morte ma anche dalla perdita di persone care e giovani che in breve tempo ci ha tolto il piacere di ritrovarci seduti intorno ad un tavolo; quei posti vuoti erano diventati insopportabili ...  e piano piano abbiamo finito per incontrarci solo di rado o sentirci telefonicamente.



permalink | inviato da il 27/3/2005 alle 21:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
vita familiare
10 marzo 2005
Distrazioni

Ho un ricordo di parecchi anni fa che mi fa morire dal ridere quando ci ripenso.... .. Io e mio marito eravamo invitati ad un matrimonio ed al ristorante, nel nostro stesso tavolo,  c'era seduto quell' amico nostro  (ma soprattutto suo) di cui ho già parlato in un vecchio post. Tra una pietanza e l'altra e chiacchiere varie arriviamo alla fine del pranzo e quando ci accorgiamo che gli sposi stanno per andare via ci avviciniamo per complimentarci e salutarli. Torniamo al nostro tavolo e mentre io e mio marito siamo intenti a scambiarci le ultime impressioni, il "nostro" amico con la faccia disgustata dice:"mamma mia! ma che acqua ci hanno dato? che schifo! ha un sapore così strano!" Naturalmente i nostri sguardi sono corsi subito al bicchiere da cui aveva bevuto e ... che ridere!!!!  ...  aveva bevuto l'acqua dove fino a pochi minuti prima stavano i fiori per abbellire il tavolo!!! Chissà chi se l'era fregati mentre salutavamo gli sposi!   :-)))




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vita familiare
4 marzo 2005
Un modo per dire grazie.

Ci sono giorni in cui dopo essermi guardata intorno comincio a ordinare parti della casa che da un pò di tempo non hanno avuto le mie attenzioni. Stamattina è toccato alla libreria dove ci sono sistemati ( si fa per dire) gli album di foto di tutta la famiglia e quaderni-ricordo di quando loro erano piccoli. Mentre ero intenta in questo lavoro sono stata attratta da un quaderno dalla foderina rigida legata con un nastro di raso giallo che, per la verità, non ricordavo più cosa contenesse e che naturalmente ho aperto con curiosità. Dentro c'erano pensieri e poesie tutte dedicate "alla mamma" che la maestra a scuola aveva fatto trascrivere in gran segreto ai bambini per poi regalarlo in occasione, appunto, della festa della mamma. Naturalmente ho cominciato a sfogliarlo, ritrovandomi così a leggere  poesie più o meno belle ma dolcissime, pensieri e proponimenti di mia figlia che allora aveva 8 anni ma, ciò che veramente mi ha fatta sorridere è stata una dedica, a conclusione del laborioso lavoro, in cui rivolgeva un pensiero anche al padre. Lo riporto: 


"Anche per te,


papà carissimo,


un pensiero d'amore.


Senza te la mamma non sarebbe mamma ...


... ed io non sarei figlia".


Baci






 




 




 




 

 




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vita familiare
20 febbraio 2005
Beata ingenuità

Tanti tanti anni fà eravamo a tavola e si parlava del più e del meno. Mio padre ad un certo punto dice: "Devo scrivere alla Gillette per lamentarmi. Prima le lamette mi duravano un sacco di tempo, facevo moltissime barbe prima di gettarle via, invece da un pò di tempo dopo due barbe...non tagliano più!".


Ed io ziiiiiitta! ......   ridevo sotto i baffi.      




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vita familiare
3 gennaio 2005
Scherzetto!!! ... a buon rendere ...

L'anno scorso a Natale uno dei regali più belli che ho ricevuto e che mi ha emozionata in modo fantastico è stato il cd e il  libro delle mie poesie che i miei figli mi hanno regalato. Commossa ho raccontato a Rita (non c'è più bisogno che vi spieghi chi è) quanto il regalo mi avesse fatto piacere e come mi sentissi orgogliosa di un riconoscimento anche se strettamente familiare. Lei si è congratulata con mè, mi ha fatto gli auguri,poi 4 chiacchiere ... e tanti saluti.  Non ricordo esattamente dopo quanto tempo, ricevo un giorno una telefonata svoltasi più o meno così:...(mi sento un pò Ombra).....

                                 -------------         °°     -------------


"Buon giorno, scusi cerco la signora XXXX è lei "? (con accento continentale!) 

"Si, sono io, chi parla? (un pò incuriosita proprio a causa dell'accento)

"Telefono dalla Redazione del Maurizio Costanzo schow. La chiamiamo perchè abbiamo ricevuto una lettera di richiesta di partecipazione alla nostra trasmissione per farle recitare delle poesie da lei scritte. Sono state già visionate e sembra che siano molto belle. Complimenti!"


Sento la mia voce rispondere: 


"Ma lei sta scherzando! Noooo! E' uno scherzo!" ma già l'emozione mi assaliva, il mio viso era in fiamme, la vergogna s'impossessava di me mentre già mi immaginavo seduta sul palco tra Maurizio e gli altri ospiti a recitare poesie balbettando per l'emozione.


"No signora non è uno scherzo, la lettera è stata inviata da XXXXXXX ... La conosce?"


"Si, E' MIA FIGLIA!!! Lei è capacissima di organizzare queste cose. E come faccio a deluderla ora rifiutando?" Ero davvero in un gran tumulto.


"Allora signora, pensa di accettare di partecipare?"

"E che posso fare? rifiutare? Ci resterebbe male!"

" Allora ... aspetti un attimo ...  le passo la responsabile della redazione, così prende accordi direttamente con lei per la data..."  .................................................................................................... 

...............................................................................................................................................

                    E CHI MI HA PASSATO SECONDO VOI?????

Lo so, lo so che vi state chiedendo com'è che è ancora amica mia! ... Forse perchè poi ho tirato un sospirone di sollievo?!




permalink | inviato da il 3/1/2005 alle 20:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (28) | Versione per la stampa
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Il Tempo Domani a Messina



Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.

(P. Neruda)


Solo per oggi

Solo per oggi cercherò di vivere alla giornata senza voler risolvere i problemi della mia vita tutti in una volta.

Solo per oggi avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno, non cercherò di migliorare o disciplinare nessuno tranne me stesso.

Solo per oggi sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell'altro mondo, ma anche in questo.

Solo per oggi mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino ai miei desideri.

Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo a sedere in silenzio ascoltando Dio, ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così il silenzio e l'ascolto sono necessari alla vita dell'anima.

Solo per oggi, compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.

Solo per oggi mi farò un programma: forse non lo seguirò perfettamente, ma lo farò. E mi guarderò dai due malanni: la fretta e l'indecisione.

Solo per oggi saprò dal profondo del cuore, nonostante le apparenze, che l'esistenza si prende cura di me come nessun altro al mondo.

Solo per oggi non avrò timori. In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere nell'Amore.

Posso ben fare per 12 ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare tutta la vita.


Papa Giovanni

       







IL CANNOCCHIALE