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penelope1951
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vita familiare
3 ottobre 2010
Verità

Dopo aver disertato questo sito per molti mesi, tranne che per qualche piccolo sfogo, oggi mi sono divertita a rileggere miei vecchi post meravigliandomi di dover risalire al 2004 ... come passa in fretta il tempo! Mi sono imbattuta in quelli in cui descrivevo la mia infanzia vissuta in casa dei miei zii, soffermandomi in particolare a parlare di mio zio Totò che adoravo e, a questo proposito, mi sono ricordata di un episodio che avevo dimenticato ma che evidentemente conservavo nelle pieghe della mia memoria. Un giorno mia zia ha detto: "mamma mia come russi la notte! non mi fai dormire!" e lui le ha risposto conciliante come sempre:" e va bene mogliettina abbi pazienza! finche mi senti russare vuol dire che sono vivo!"
Affermazione saggia quanto vera! 
Ecco come puoi improvvisamente amare qualcosa che prima ti torturava.

                                                                                 


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vita familiare
6 dicembre 2008
35 anni fa ......

                                                         
                                               Nozze di zaffiro


                                

Sembra ieri ...  Guardo la mia nipotina che nella foto è di spalle con il cappottino bianco, portava le fedi emozionata e composta ...  oggi ha 40 anni e 2 figli ... per noi era l'inizio della vita ... oggi siamo nonni ...  e siamo davvero increduli che sia trascorso tanto tempo!

 


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26 maggio 2006
meglio quando si stava peggio


  Quando il 6 dicembre del 1973 mi sono sposata, erano ormai trascorsi la bellezza di 8 anni da quando avevo visto "occhi belli" la prima volta, ma era inevitabile che ci volesse tanto tempo visto che avevo soltanto 14 anni e lui 18. Bisognava aspettare che almeno lui si sistemasse e nel frattempo io continuavo a chiedere ai miei genitori il permesso per uscire, il permesso di rientrare più tardi, il permesso ... per tutto e non avevo, per esempio, neanche le chiavi di casa visto che c'era sempre qualcuno ad aprirmi la porta quando suonavo. E le effusioni in pubblico? mai scambiato un bacio davanti ai miei genitori o quando sapevamo che potevano vederci! ma non ne soffrivamo, ci veniva naturale, ci sembrava giusto, una forma di pudore e di rispetto, anche se quando ce lo scambiavamo di nascosto ... provavamo anche la soddisfazione di averli fregati. L'impressione più viva di quando mi sono sposata è dunque quella sensazione di libertà di non dover rendere più conto a nessuno di ciò che decidevo di fare durante la giornata, di entrare e uscire quando mi pareva, di avere le chiavi della "mia" casa e, naturalmente, di stare insieme a mio marito giorno e notte. I miei sono ricordi e sensazioni che oggi purtroppo non credo che si provino più, i fidanzati di oggi escono il sabato sera e tornano alle 6 del mattino, si organizzano e partono per le vacanze insieme...  Sarà un bene, sarà un male? Personalmente penso che quando nella vita tutto si ottiene con eccessiva facilità si perde il sapore della conquista, si cade nell'abitudine, il cuore batterà un pò meno per le emozioni. Potrei sbagliarmi, ma secondo me ... si stava meglio quando si stava peggio.
                       
                           

                                         
                                    

       




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vita familiare
24 maggio 2006
24 MAGGIO 1972 ....

                         21 ANNI DIVENTO MAGGIORENNE!!!

                                     

                                      

                                                                          




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vita familiare
23 maggio 2006
Lunga carrellata perchè domani .....

  era il 1964 ed avevo soltanto 13 anni ma ne dimostravo almeno 17 per cui capitava di avere corteggiatori ventenni che erano per me tutti .... vecchi!
 

 ... è trascorso solo un anno dalla foto precedente ma c'è una grande differenza: sono innamorata di un ragazzo che io chiamo "occhi belli" perchè non so neanche come si chiama ma per me è ... "BELLISSIMO!!!!!"

... il tempo vola e i 17 anni arrivano davvero, il mio contrastato amore continua e quando si ama ... gli altri non esistono più.

  Sono nella casa in campagna  del mio amore. Ricordo ancora le raccomandazioni e tutte le garanzie date da mia suocera perchè mi lasciassero andare un fine settimana. Non riuscivo a crederci che fosse riuscita nell'intento.

 Quà ero ... BRILLA!!!! si vede eh! Appoggiata alla spalla di mia cognata che mi sorreggeva eravamo appena tornati da una gita a San Fratello, un paese famoso per i cavalli ma anche per il castrato e soprattutto ... per il buon vino! L'aria era frizzante visto che era settembre e io freddolosa come sempre ... avevo bevuto anche per scaldarmi. Quante risate hanno fatto tutti alle mie spalle! Il completo che indossavo era il mio preferito, aveva due bottoni rossi enormi sulle spalle che oggi farebbero davvero ridere.

 Fucile, pallettoni e cane compreso ... fregati ad un cacciatore solo per la foto.



Ecco, mi fermo quì. Siamo nel 1972, volevo arrivare proprio a quest'anno perchè ....  Ma ve lo dirò domani, però vi raccomando di non mancare, domani vi aspetto TUTTI!!!






 




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vita familiare
21 maggio 2006
... e intanto il tempo passa ...

                                        

          nel 1962 grande evento a Messina: LA NEVEEE!!!!



                                                                    in un parco di Milano ...

                                                    coda di cavallo,  vestito largo ... avevo 13 anni!           
              

I famosi zii dov'ero cresciuta da piccola  si erano intanto trasferiti a Milano e in queste foto ero loro ospite. Come ai vecchi tempi mi hanno fatta divertire e a parte Milano mi hanno portata a visitare anche a Padova e Venezia


                                               


                                                    
                                                                    





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vita familiare
13 maggio 2006
I miei sorrisi

1) Damigella ad un matrimonio.... sicuramente mi sentivo importante bella ed elegante!

2) L'atteggiamento da modella mi era stato suggerito da mia sorella, quella che pittura i quadri che vi ho mostrato, tanto per intenderci.

3) La mia prima comunione. Ricordo ancora la grande emozione di quel giorno, mi veniva persino da piangere mentre prendevo l'ostia per il grande privilegio di "ricevere Gesù nel mio cuore".


4) La tipica foto di fine anno che si fa in tutte le scuole, ma questa è importante perchè stavo per dire addio alle elementari. Avevo i capelli lunghissimi, pettinati con due belle trecce ripiegate e naturalmente ... i fiocchi bianchi non mancano mai!      

                                      


                                   
 


                                                                         
                                                     Si cresce!!!! 

                          
                                                        

                                                                             
                                    

 




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vita familiare
11 maggio 2006
Carrellata

Visto che alla zia Ale le foto di quand'ero piccola sono sembrate poche .... io ne ho tirata fuori qualche altra. Naturalmente non ho ricordi con cui accompagnarle perchè .....

     ero troppo piccola!!!

  quì avevo 2 anni

       
 e quì invece 3 anni e un caldo cappellino di lana angora bianco.

 anche quì treenne nel salotto di casa. La poltrona a cui mi appoggio si può dire mi abbia accompagnata quasi tutta la vita, infatti quando la stoffa si è rovinata mia madre l'ha fatta rivestire di pelle marrone, l'ha sistemata in un angolo della stanza da pranzo e io tutte le sere mi ci raggomitolavo per guardare la televisione. Era comodissima e come tutte le cose di una volta era tanto resistente che ... me la sono portata a casa mia quando mi sono sposata! Incredibile il pensiero di quante cose avrebbe potuto raccontare quella poltrona! ... ma un giorno è finalmente andata in pensione anche lei, l'ho regalata al teatro di una parrocchia che cercava mobili per le scene delle sue commedie. 
 

                                              

Pronto zia Ale ...  ti sono piaciute le foto che ho mostrato? Posso continuare con le altre? ... ah ... se per caso senti  zia Billo .... dille che  l'aspetto, insieme a zia Laura   e zia Nadia! Si ... le zie matte .... Ciao, un bacione, a presto.




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vita familiare
7 maggio 2006
Sfogliando l'album

Non è molto facile riuscire a sintetizzare una vita: ogni foto che guardo mi parla di episodi che sembrano tutti importanti da raccontare ma poi finisco per scartarla nel timore di diventare prolissa o annoiare chi mi legge. Così però  mi sono anche sentita condizionata ed allora ho deciso .... di non pensarvi più !  :-)    Infatti a parte il piacere di condividere con gli amici blogger  i miei ricordi, voglio soprattutto ripercorrerne le varie tappe per un puro piacere personale......................................................................
La mia infanzia si è svolta soprattutto a casa di miei zii che non avevano avuto la gioia di figli propri, di loro ho già parlatoin passato in diversi post descrivendo soprattutto il mio attaccamento a mio zio Totò grazie al quale i divertimenti non sono davvero mancati:

                      
eccomi in campagna, gattino in una mano e bambola nell'altra; ogni anno affittava una casetta e un giorno, arrampicata su un albero di fichi  ho comminciato a battagliare con un'amica ... non vi dico dopo un pò i pianti: il latte dei fichi sulla pelle è infatti prurignoso da morire e soltanto dopo un bel bagno ristoratore ho smesso di grattarmi urlando disperata.

Quì ero al lido di Mortelle dove prima di trasferirci in campagna affittava una cabina. Ero libera, spensierata e felice con un sacco di amici. 

                                

Ma poteva mancarmi la neve? Certamente no, infatti eccomi sull'Etna mentre in mancanza di uno slittino fregavo lo sci a mia sorella e ....viaaaaaaaaa!!! Quando le serviva lo sci io prendevo una busta di plastica e mi ci sedevo sopra sfrecciando pericolosamente. 

                          
                                 
In questa particolare occasione ero con i miei genitori con la nostra decappottabile... la mitica TOPOLINO!!!! Io naturalmente non indossavo una costosa tuta da sci ma il cappotto e un bel pigiama felpato sotto i pantaloni di lana e ... non vedevo l'ora di mangiare il gattò di patate farcito che mia madre preparava la sera prima.
Mia madre era ancora vestita di nero perchè tre anni prima ........ ma questo ve lo racconto domani, anche se qualcuno di voi sa già il perchè!






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vita familiare
27 aprile 2006
Certo che ... la strada sarà lunga!

Sono stata decisamente provocata, insomma ... ve la siete proprio voluta! Volevate vedere il mio album? e io ve lo mostro, con annessi i relativi racconti che spero non annoieranno nessuno visto che partono dal ... lontano 1951!!!! ... SIGH! ............

Tanto per cominciare un piccolo assaggio: quì sotto avevo circa 6 mesi, ero grassottella e si nota subito come non  si usasse spendere milioni per seggioloni o girelli Chicco. Ero, e sono, la più piccola di 4 sorelle, il che significa  1) che mi sono sempre state riservate coccole da parte di tutti in quanto ritenuta "a picciridda da casa"  2) che fino ad oggi riesco con molta difficoltà a staccarmi dall'idea di ... non esserlo più!
Quando sono nata mia madre aveva 45 anni ma già dai 30 aveva tutti i capelli bianchi che però incorniciavano un viso liscissimo e roseo. Quando veniva a prendermi a scuola alle elementari  spesso veniva scambiata dai miei compagni per mia nonna e naturalmente mi dispiacevo o mi arrabbiavo, oggi invece mi chiedo: avesse avuto oggi 40 anni li avrebbe tinti? ma io proprio non riesco ad immaginarla se non con i suoi capelli grigio argento e il rossetto leggero rosa naturale. Cascasse il mondo per lei era importante che a metà pomeriggio, sia che si uscisse o che si restasse in casa, fossimo tutti in ordine, vestiti, pettinati, con un pò di rossetto sulle labbra che ravvivava. Credo che inorridirebbe se sapesse quante volte resto comodamente in pigiama e ciabatte fichè non torno a dormire.  


                 

            
guardate il sorriso di mia madre riflesso nello specchio! in queste foto ero già più "grande", avevo due anni e nella seconda foto avevo un costumino che non ricordo più se fosse siciliano o sardo....sulle pareti invece c'erano foto incorniciate di tenori perchè mio padre adorava la musica lirica. 

.....................................................................................................


.......... siete sicuri che posso continuare?  :-))




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sentimenti
6 dicembre 2005
32 ANNI FA ...

                               

....  COME OGGI...

                     
          




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vita familiare
19 novembre 2005
Chi mi riconosce?

In questa foto ero in terza elementare. C'è la mia maestra, che adoravo e a cui ho già dedicato un post  e la mia compagna di banco (sempre la stessa per 5 anni) a cui volevo un gran bene perchè era una bambina buona, carina, pacioccona, proprio da ricordare il pan di spagna. In tanti anni di "convivenza" trascorsi gomito a gomito ricordo un solo litigio risoltosi poi tra fiumi di lacrime di entrambe sia per il dispiacere dell'insolito dissapore che per la gioia di fare presto la pace. Di nome si chiamava Angela, abitava nei pressi di casa mia e quindi ogni pomeriggio tornavamo anche da scuola a piedi i nsieme; purtroppo in seguito ci siamo completamente perse di vista e oggi mi chiedo dove sia e se la sua indole affettuosa è rimasta intatta. Un episodio che mi lega a lei e che non potrò dimenticare (...e certo! fra poco saprete perchè!) è stata una nostra  improvvisa, avventata, incosciente  idea, appena uscite da scuola alle 16 e 30, di andare a giocare "allo scivolo" dentro un portone di un antico palazzo proprio dietro casa mia. Non so quanti ne esistano ancora di quei lunghi, lucidissimi, invitanti scivolosi marmi bianchi che accompagnavano i gradini dell'androne di certi ingressi. Beh! ... quanto ci siamo divertite! una saliva e l'altra scendeva, allegre e gioiose facevamo a gara a chi arrivava prima in cima per ritrovarci poi in fondo alle scale rincorrendoci per arrivare prime... quante scivolate avremo fatto? ... TANTE!!! ... TROPPE!!! tanto da perdere la cognizione del tempo, dal non accorgerci neppure che intanto fuori cominciava ad imbrunire e così, quando finalmente ce ne siamo rese conto abbiamo fatto ritorno a casa correndo,con il cuore in gola. Ricordo come fosse oggi il mio ingresso nel cortile di casa, il mio sguardo che scivola alla finestra della cucina, mia madre immobile, in attesa dietro i vetri della finestra. Rivedo il suo viso preoccupato,  lo sguardo serio e fisso su me che avanzo senza sapere bene se mi conviene sorridere e salutarla o scappare il più lontano possibile...Mamma mia che tempesta prevedevo! .... e infatti ... dopo aver risposto alla sua incavolata domanda: "MA DA DOVE STAI VENENDO?".... quante ne ho preeeeese!  Ma chi avrebbe potuto darle torto? Altro che telefono azzurro! me le meritavo proprio tutte. Mentre infatti noi ci divertivamo lei era stata tutto il tempo a cercarmi andando anche a scuola e chiedendo ai conoscenti se mi avessero vista. Povera mamma! Hai fatto bene, quando ci vogliono ci vogliono.







 




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vita familiare
15 agosto 2004
Penso proprio che sia la quarta ...ed ultima parte.

Una delle cose che non mi ha mai appassionata è il gioco del lotto, per cui anche se facevo sogni strani o mi succedevano cose incredibili non mi lasciavo mai trascinare da chi mi suggeriva di giocare i numeri fino a quando...... Una domenica mattina mi alzo dal letto con un pensiero fisso:andare al cimitero. Da parecchio tempo ci pensavo perchè mi sentivo in colpa del fatto che sulla tomba di mio zio Totò ancora non avevo fatto mettere la lucetta eterna, sarei dovuta andare a firmare il contratto e prendere accordi ma rimandavo sempre per un motivo o per un altro. Quella domenica però sentivo così forte e incontrollabile il desiderio di andarlo a trovare e portargli un fiore che ho lasciato tutti a casa ancora addormentati e me ne sono andata. Ho posteggiato regolarmente tra una fila di macchine, ho comprato i fiori, finalmente ho raggiunto la tomba dove ho sistemato i garofani e poi, dopo una breve preghiera e un discorsetto fra noi sono andata via. Arrivata alla macchina mi siedo al mio posto di guida e mi accorgo che in uno dei tergicristalli c'è un bigliettino, ridiscendo, lo leggo e trovo scritti due numeri, mi guardo intorno e mi rendo conto che tutte le altre macchine prima e dopo di mè non hanno proprio nulla attaccato al vetro e, meravigliata, lo conservo. Il giorno dopo mentre sono in ufficio mi torna in mente l'episodio e d'impulso prendo il biglietto, dico all'impiegata che tornerò subito e vado a giocarmi quei due numeri alla ricevitoria che è proprio difronte. Fatto! Non sò spiegarmi la sensazione ma sento che c'e qualcosa di troppo strano, quindi aspetto con pazienza il giorno dell'estrazione....AMBO! Ho fatto AMBO! Contenta mi informo a quanto ammonta la vincita e dopo averla riscossa faccio un'altra promessa dentro di mè:andrò nel pomeriggio a fare il contratto per la luce allo zio. Ma un'altra sorpresa mi aspettava! arrivato infatti il momento di pagare quel signore mi dice la cifra ... proprio la stessa di quella vinta al lotto. Non sapevo  più se piangere o ridere, resto esterefatta perchè mi sembra tutto talmente soprannaturale che subito penso:ma zio, possibile che ancora oggi non permetti  di pesare su nessuno? E' inutile, resti eccezionale anche dove ti trovi ora e io ... ti adoro!  

                                        




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vita familiare
14 agosto 2004
Zio Totò (terza, ma forse non ultima, puntata)

Quando ero piccola io per mangiare facevo veramente sudare ... ero di una lentezza esasperante e solo la pazienza di mio zio, delle sue favole inventate sul momento, delle sue battute spiritose riuscivano a farmi mangiare senza che mi accorgessi del cibo che piano piano spariva nel mio stomaco ( in seguito quando anche una delle mie figlie manifestò questo stesso difetto mio zio si fece avanti convinto di farcela visto quello che aveva passato con mè, ma dovette convenire che... al peggio non c'è fine!). Io vivevo così, felice e spensierata dai miei zii come in una favola dove i desideri venivano esauditi senza mai essere richiesti e caso mai, senza troppa insistenza da parte mia. Nei pomeriggi primaverili o autunnali mi portavano alla Villa dove mentre loro chiacchieravano con gli adulti  io giocavo fino a sera con i numerosi amici che mi ero fatta. Che bella vita! Poteva durare? NO! E infatti un giorno arriva un trasferimento di lavoro a mio zio, a Milano, e i miei genitori non sentono ragioni:finchè ero a due palazzi di distanza và bene, ma mandarmi a Milano non se ne parlava perchè significava perdere una figlia, la piccola di casa. E così, come il figliol prodigo, faccio ritorno. Il rientro dei miei zii nella mia città avvenne poi solo parecchi anni più tardi, quando io ero già fidanzata ma ... l'idillio ricomincia. E continua anche da sposata con l'affetto incondizionato esteso anche a mio marito che ricambia di vero cuore, tanto che la loro presenza è costante soprattutto nelle ricorrenze ma anche con le loro visite frequenti. Proprio in uno di quei giorni in cui si trovavano a casa, mia figlia aveva da svolgere un tema: "Racconta un episodio visto mentre eri affacciata alla finestra" (più o meno era questo il titolo). Mentre chiacchieravo con mia zia all'improvviso arriva zio Totò con il viso quasi sconvolto e con voce contrariata mi fà:"Senti Elenuccia, vedi che tua figlia è preoccupante, ma cose da pazzi quello che sono diventati i bambini di oggi! Leggi, leggi il tema che ha fatto!" Io rimango esterefatta, cosa avrà mai scritto per fare arrabbiare l'uomo più buono e paziente che conosca? Corro a controllare e ... rido incredula: descriveva un giorno di vento in cui un uomo perdeva il cappello e gli correva appresso disperato cercando di riacchiapparlo senza riuscirci se non dopo molta fatica mentre lei dalla finestra se la rideva di cuore. Tutto quà. "TUTTO QUA'?" mi dice lui. "Ma sai che significa questo? Significa che non ha sentimenti perchè avrebbe dovuto dispiacersi e NO ridere!, avrebbe dovuto pensare di scendere ad aiutarlo caso mai e No sganasciarsi dalle risate alle sue spalle!" Ecco, in quel momento mio zio mi ha fatto davvero tanta tenerezza, in un attimo ho visto in lui l'uomo di un epoca che ormai non esisteva più mentre oggi mi spiego da dove proviene quel buonismo trasmesso a mia figlia che mi accusa di averla fatta sentire un pesce fuor d'acqua in un mondo infestato da squali, e così, mentre mia zia sempre realista ridendo diceva"Uh!Uh! che esagerato!", io l'ho abbracciato e sorridendo gli ho risposto che il senso dell'humor non ha attinenza con la bontà d'animo visto che certe volte anche assistere allo scivolone di una persona, per quanto possa dispiacere, fà ridere. Non credo di averlo convinto, ma quell'episodio è servito a farmi capire tante cose, a rivelarmi anche il perchè di certi aspetti del mio carattere. Tutto un altro mondo! 

                                                                                         




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vita familiare
14 agosto 2004
Zio Totò (parte seconda...ma ci sarà anche la terza)

 Avevo circa 7 anni quando mi sono praticamente stabilita a casa degli zii e di lui non ricordo mai nè uno sgarbo, nè parolacce, nè rimproveri (però io ero buona :-)). Risento la sua voce che mi chiamava:"Topoliino, dove sei?" Mi aveva dato questo appellativo perchè adoravo il parmigiano e lo mangiavo in qualunque forma me lo presentassero... a pezzi, grattuggiato. Sapeva che adoravo le zuccherate, quei biscotti tondi ricoperti di sesamo che non mi faceva mai mancare e naturalmente le caramelle al latte di...topolino insieme al giornaletto "Topolino" di cui ero lettrice accanita. Un'altra cosa che ho sempre mangiato con gusto è l'uva e un giorno ho detto a mia zia:"uva non ce n'è più, me la sono mangiata tutta" e la zia sbarrando gli occhi:"come tutta, e lo zio?" e io ridendo le ho risposto:"Nooo, per lo zio l'ho lasciata!". Praticamente di lei me n'ero altamente fregata, ma evidentemente andava bene lo stesso visto che senza offendersi rideva compiaciuta. Era impiegato alle poste e alle 14 in punto varcava il cortile di casa dove subito alzava gli occhi verso la finestra ormai certo di trovare mè ad aspettarlo, mi sorrideva con i suoi occhi azzurrissimi e io correvo alla porta gridando:"E' arrivato lo zioooo!!!". . Certo i ricordi sono tanti e sarebbe troppo lungo descriverli tutti, però uno lo voglio raccontare.... Eravamo nella mia casetta in Sila dove trascorrevo le vacanze estive da sola con le mie due figlie fino a quando mio marito non mi raggiungeva portando con sè anche i miei zii. Ogni mattina mio zio bussava alla porta della nostra camera da letto e ci svegliava portandoci il caffè fumante, sempre con quel sorriso affettuoso sulle labbra mentre sentivo la voce di mia zia alle sue spalle:"ma perchè questi vizi! c'è bisogno di portarglielo fino al letto?!" ... (tanto per capire la differenza!). Il pomeriggio invece andavamo al villaggio dove ci soffermavamo al bar a prendere i gelati e dove le mie figlie scorazzavano libere con grande apprensione da parte di mio marito che essendo un tipo ansioso le seguiva dapertutto per poi tornare da mè nervosissimo, stressato e perciò ... anche litigioso. Un pomeriggio che ci preparavamo per scendere come al solito, io mi sentivo nervosa, scontenta, immaginavo già il ripetersi dei pomeriggi precedenti e così senza rendermene conto me ne restavo seduta corrucciata . Vedevo che mio zio passeggiava davanti a me, mi guardava, se ne andava per poi tornare indietro a scrutarmi, finchè prendendo coraggio dice:"Elenuccia che hai? Io ti vedo seria, seccata, cosa c'è che non và?" Forse io non aspettavo altro visto che all'improvviso sono scoppiata a piangere, proprio come una bambina, spiegandogli che per mè non era più piacevole quell'incontro pomeridiano con il villaggio visto che alla fine a causa delle mie figlie finivo costantemente per litigare con mio marito!  La sua reazione? Un gran sorriso, seguito da un sospiro liberatorio e dalle sue parole:"Ah NO! solo per questo? e io che pensavo che era la nostra presenza! Che sollievo! ma non ti preoccupare che ci penso io ora!". Ha chiamato entrambe le mie figlie (3 e 7 anni) ed ha detto con voce ferma:"Dunque, noi vogliamo andare al villaggio, ma non è giusto che dopo tanti sacrifici che fà la mamma per voi  non siate capaci neanche di restare ferme e sedute in un bar il tempo di mangiare un gelato, perciò ora si và e voi resterete buone e sedute finchè non ce ne andiamo, così anche la mamma è contenta".
 a cosa più bella è che veramente è andata così.
      

 

 




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vita familiare
14 agosto 2004
Zio Totò

 

Zio Totò ( Sabato 14 Agosto 2004 )

 

 Stasera ho preparato un borsone. Era quello di mio figlio che improvvisamente ha ricevuto un invito e si fermerà tre giorni ospite di un amico al mare. Solite raccomandazioni:mangia, non fare il bagno in digestione, attento alle insolazioni, non andate a letto troppo tardi e....e intanto lui dopo avermi stampato due grossi baci già scompariva alla mia vista. In famiglia c'è l'altra figlia che partirà giorno 16 per il campeggio, ma giorno 17 arriverà da fuori la più grande. Insomma, fortuna che sembrano darsi il cambio, perchè la casa silenziosa e vuota decisamente mi fà tristezza. Il mio pensiero allora corre ad una persona per mè molto speciale, uno zio che ormai non c'è più, la persona più adorabile che abbia mai conosciuto e che mi ha cresciuta come una figlia visto che di figli propri non ne aveva avuti. Abitavo praticamente a casa sua e mi adorava, mi viziava, mi coccolava, così che nei ricordi più belli della mia infanzia c'è sempre lui accanto a mè. D'estate affittava la cabina in un noto lido della mia città e facevamo i bagni insieme ad altri amici, poi si andava anche in una villetta in campagna dove io mi divertivo ad arrampicarmi sugli alberi e giocare con altri bambini nella pineta vicina. Era una persona gentile, generosissima e paziente. Basta dire che aveva anche una barboncina nera, si chiamava Nerina e quando per in periodo è stata male  le dava da mangiare con il cucchiaino e le parlava, la trattava come una bambina. Chi non accettava Nerina...tagliava i ponti anche con lui. Da persona conciliante quale era riusciva sempre a frenare anche la lingua un pò troppo svelta della moglie (che poi era lei la mia zia diretta) dicendole:calmati mogliettina!calmati!". Quando io mi sono sposata ho lasciato che la mia famiglia organizzasse parte della cerimonia disinteressandomi di alcuni particolari e così i testimoni furono scelti tra gli amici senza pensare di poter dare un dispiacere a qualcuno. Dopo molti anni, ero già sposata e avevo due figlie, questo mio zio che adorava anche loro per riflesso, mi confidò la sua delusione per non essere intervenuta io a cambiare quel particolare momento della mia cerimonia. Era ancora dispiaciuto quando me lo ha confessato, ma con una tale dolcezza nella voce che subito mi sono ripromessa di rimediare alla prima occasione e infatti, appena ho saputo di aspettare il terzo figlio  sono corsa a dirgli che lui sarebbe stato il padrino. Ricordo ancora la sua gioia, il luccichìo e l'orgoglio nei suoi occhi. Purtroppo adesso devo smettere di raccontare, ma domani mi riprometto di scrivere ancora di lui, perchè ne parlo volentieri e sento che glielo devo.     




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Il Tempo Domani a Messina



Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.

(P. Neruda)


Solo per oggi

Solo per oggi cercherò di vivere alla giornata senza voler risolvere i problemi della mia vita tutti in una volta.

Solo per oggi avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno, non cercherò di migliorare o disciplinare nessuno tranne me stesso.

Solo per oggi sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell'altro mondo, ma anche in questo.

Solo per oggi mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino ai miei desideri.

Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo a sedere in silenzio ascoltando Dio, ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così il silenzio e l'ascolto sono necessari alla vita dell'anima.

Solo per oggi, compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.

Solo per oggi mi farò un programma: forse non lo seguirò perfettamente, ma lo farò. E mi guarderò dai due malanni: la fretta e l'indecisione.

Solo per oggi saprò dal profondo del cuore, nonostante le apparenze, che l'esistenza si prende cura di me come nessun altro al mondo.

Solo per oggi non avrò timori. In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere nell'Amore.

Posso ben fare per 12 ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare tutta la vita.


Papa Giovanni

       







IL CANNOCCHIALE