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penelope1951
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vita familiare
21 gennaio 2009
Mi manca!

Il mio nipotino si è stabilito a Milano e ogni giorno chiacchieriamo al telefono. Ha chiesto alla sua mamma:"Ma quando torniamo? io voglio bene al nonno, alla nonna, alla zia Norma, allo zio Marco ... e voglio andare a casa a Messina!" Mia figlia aspetta con ansia il pc e non vede l'ora di mettere in funzione la webcam così forse la nostalgia sarà superata con più facilità. Intanto mi ritrovo a stendere la biancheria e sentire la mancanza di "qualcuno" che mi pinzi ad una ad una le mollette nell'orlo della gonna, o a tagliare le patate ripensando al peso di una manina intenta ad "aiutarmi" tenendo il manico del coltello. Certo adesso non c'è chi mi spegne il gas mentre cucino o salta sul mio letto o fa molliche dove ho appena pulito ... e adesso i miei pomeriggi sono tranquilli ... troppo tranquilli!
                                                                


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vita familiare
22 ottobre 2008
senza parole

Stamattina il mio nipotino ha fatto il monello e allora gli ho detto:”se continui così mi sa che quest’anno babbo natale ti porterà il carbone, altro che bei regali sotto l’albero!”.
Dopo qualche ora, quando tutto ormai era già dimenticato e mi apprestavo a cucinare, come d'abitudine lui si è arrampicato sulla sedia e accanto a me seguiva con attenzione quello che facevo cercando di aiutarmi. All’improvviso aprendo lo sportello di un pensile è scivolato il coperchio di una pentola e con gran fracasso è rotolato a terra facendoci sobbalzare entrambi. Pensando allo scampato pericolo per la sua testa ridendo ho detto:”mi sa che babbo natale porterà anche a me il carbone, ho fatto un macello!” Allora lui ha fatto un sorriso dolcissimo, mi ha passato il braccino intorno al collo e ha detto:”non ti preoccupare nonnina … se lui ti porta il carbone io prendo il sacchetto e lo butto via, poi vado io a comprarti taaaanti regalini!” 

                                                           


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29 giugno 2008
spazzino diligente

L’unico balcone della mia casa, a parte quello in cucina, si trova nella stanza da pranzo ed essendo esposto a tramontana è piacevolmente fresco. Ho sistemato delle sedie bianche e piante rampicanti ai lati che danno l’illusione di un piccolo giardino ma naturalmente quando c’è vento,cosa non rara a Messina, le foglie cadono svolazzando anche dentro casa visto che d’estate si sta con i balconi spalancati. Ieri mi trovavo proprio seduta in una di quelle sedie a godermi il venticello e intanto osservavo il mio nipotino indaffarato a raccogliere le inevitabili foglioline sparse, lo lodavo sorridendo e lo esortavo a continuare (spero non mi si accusi di sfruttamento di minore!) mentre entrava e usciva anche dalla stanza da pranzo sempre con in mano una nuova foglia finchè non arriva con una rosa … di stoffa che ben conosco e mi chiede se può buttare via anche quella. Per un attimo lo guardo perplessa e poi realizzo, esclamo un “Nooooooo!!!” per ciò che temo di dover presto constatare e che dopo 10 secondi diventa certezza: quelle che diligentemente gettava via non erano foglie vere ma di stoffa, di fiori che tenevo in un vaso trasparente poggiato a terra in un angolo della stanza da pranzo e che lui andava piano piano ... “spennando”!…..

             
                               erano così!

      e ora
                                            




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vita familiare
28 dicembre 2006
Tris

Questo è il terzo Natale consecutivo che mi vede scrivere i miei pensieri nel blog.
 
Nel 2004 raccontavo agli amici blogger quale fosse la bella tradizione di casa mia, vissuta con mio marito e i miei figli, unici protagonisti di una festa che sentivamo "solo nostra", intima e personale sin da quando erano piccoli, tanto che una volta che mi ero azzardata a proporre la presenza di un elemento estraneo la mia idea era stata subito bocciata con un coro di proteste sconcertate, come se stessi tentando di profanare qualcosa di sacro. Devo dire che la reazione mi aveva lasciata piacevolmente colpita visto che le voci contrarie provenivano proprio dai ragazzi e per me aveva significato essere riuscita ad inculcare il senso della famiglia, il piacere di stare insieme soltanto noi. 

Nell'arco di un solo anno però sono avvenute  molte cose e nel Natale del  2005 questa volta senza proteste, abbiamo accolto, fotografato, filmato e quanto di più non si poteva un nuovo piccolo grande personaggio:il nipotino. Era tanto piccolo! ma già in piena estate avevamo immaginato con entusiasmo quel Natale proprio in quel modo: lui sotto l'albero, vezzeggiato, sommerso dai regali e attorniato da chi lo amava. Il mio primo Natale da nonna!

Il tempo vola velocissimo e il 2006 ha trovato il nostro piccolo Alessandro aspettare curioso l'arrivo di Babbo Natale, un vecchietto dalla barba e i baffi bianchi e il vestito rosso come quelli visti per strada che gli avrebbe portato un sacco di doni, tutti per lui;  ......  e così il nonno, che non si era mai travestito si è divertito a meravigliarlo con il suo sexi vestito (i pantaloni erano un pò stretti), mentre la nonna incollata alla telecamera lo inseguiva per immortalare ogni espressione. Lui lo ha osservato dapprima con timore e sospetto, attaccato strettamente al collo della zia prediletta, poi sempre più sereno fino a rilassarsi fiducioso ad elargire baci e abbracci a quel
 vecchietto che se la rideva alla grande sotto i baffi bianchi ... e che aveva qualcosa di molto familiare.

Chissà, noi "grandi" siamo convinti di prendere in giro i bambini e magari invece sono proprio loro a decidere di stare al nostro gioco per farci contenti. Certo è che ci siamo divertiti tutti, abbiamo festeggiato ancora soltanto in famiglia e a noi nonni è sembrato quasi ... di ricominciare!!!
        




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vita familiare
17 novembre 2006
In attesa di ...

                                        .... Babbo Natale ...

                                            lui si allena!...

però sa che deve anche essere buono e allora ... aiuta la nonna!!! 

                                                                    

Adesso però FERMI! ... non correte a chiamare il telefono azzurro per sfruttamento di minori!!!  :-D




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vita familiare
5 agosto 2006
Lacrime e risate

Ieri pomeriggio il mio nipotino ha tentato di mettere in bocca un fazzolettino profumato di quelli che stanno chiusi dentro lo scatolo con il foro dentato da cui poi vengono tirati fuori ad uno ad uno. Per riuscire nel suo intento ne aveva tirato il capo facendone uscire parecchi e mia figlia prontamente glielo aveva preso. Subito dopo però, nel tentativo di riinfilarli nello scatolo lei aveva messo il dito nel buco dentato e ...non era più riuscita a tirarlo fuori perchè bloccato dai denti di plastica dura che lo infilzavano sempre di più. All'inizio io ridevo vedendo i suoi tentativi per liberarlo, poi ho cercato di piegare con le unghie verso l'esterno quella specie di dentatura di squalo ma questa manovra causava il rimpicciolimento del buco che glielo serrava sempre di più. Con il solo coperchio da cui fuoriusciva mezzo dito violaceo, i fazzolettini che pendevano, lei che quasi piangeva per il dolore e io che (non mi vergogno a dirlo ... continuavo a ridere) non riuscivo più ad aiutarla visto che si ritraeva gridando "prendi le forbicine"! In tutto questo trambusto il mio nipotino era intanto passato dalle sue alle mie braccia senza che nessuno di noi però si accorgesse quanto stesse seguendo preoccupato il tutto se non quando, improvvisamente e con tutte e due le mani, ha cominciato a picchiarmi con tutte le sue forze sulla testa, sul viso e infine tirandomi anche i capelli è scoppiato in un pianto dirotto. Era addolorato e disperato! Pensava che IO stessi facendo del male alla sua mamma, stava prendendo le sue difese come poteva, con l'energia e le possibilità di un bambino che non ha ancora compiuto un anno. Siamo rimasti tutti così sorpresi che la nostra reazione è stata di abbracciarlo e baciarlo mentre mia figlia sempre con il dito prigioniero dello scatolo per rassicurarlo ha cominciato a ridere e ballare dirigendosi però anche a gran velocità verso le forbicine che effettivamente hanno risolto il problema. Stanotte ci pensavo e non potevo fare a meno di ridere ancora per la situazione ridicola,  ma anche d'intenerirmi al pensiero del gesto di difesa di un "microboeroe" verso la sua mamma.... 

                                      ...I bambini!!!
                                                                                           

 




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9 giugno 2006
Preparativi

In agosto il mio nipotino compirà un anno. Già pensiamo ai festeggiamenti ma soprattutto siamo tutti impegnati ad insegnargli a soffiare sulla fiammella. Lui fino ad oggi fa un bel respiro profondo, atteggia il musetto a punta come per soffiare ma poi lo tiene ben serrato e soffia l'aria ... con il naso. Ancora mancano 2 mesi e sicuramente ce la farà,  ma nel caso contrario ci auguriamo tutti che quel giorno ... non sia raffreddato!!!




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vita familiare
22 dicembre 2005
Preparativi

In questi giorni sono proprio in fermento. Sotto l'albero adesso ci sono un sacco di mesteriosi regalini e regaloni che a turno adocchiamo con aria indifferente e distratta ma .... che curiosità!!!! Ho già fatto le prime foto del mio nipotino sotto l'albero, infatti non vedevo l'ora di realizzare quello che da quando è nato già immaginavo, ancora stupefatta che nel Natale 2004 non sapessimo ancora neanche del suo arrivo e ora ... ci sono più regali per lui che per tutti noi messi insieme. I suoi occhi sono un vero splendore quando osserva con aria assorta e innocente l'albero e le sue luci!  
                                                                                                  

                                                                                                 




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vita familiare
17 settembre 2005
... e il racconto riprende ...

A Messina il 15 agosto esce la famosa Vara,  le persone per tradizione trascorrono la notte del 14  sulla spiaggia tra tuffi e giochi al calduccio dei falò, suona la chitarra e canta,  fa festa, ma per noi che eravamo a Milano la festa era doppia perché era anche giorno di dimissione dall’ospedale. Alessandro avrebbe varcato la soglia di casa sua e finalmente avrebbe dormito nel suo allegro lettino blu e rosso preparato dalla nonna subito dopo la nascita (non prima, per scaramanzia) Questa volta non ero sola ad immortalare l’avvenimento e così tra foto e filmino, come un divo, il mio nipotino ha preso per la prima volta l’ascensore, è entrato trionfante in casa tra i nostri “benvenuto!” e poi di filato in camera da letto dove ha proseguito la nanna
tra pupazzi e dolci musichette nel suo lettino.     

Tutto perfetto… o quasi! …. se non fosse successo che  l’uscita dall’ospedale coincideva anche con il rientro dei miei due figli a Messina, avevano il volo alle 17 ma nel frattempo zanzare o insetti o non so quale altro diavolo di motivo  aveva fatto diventare un piede di mia figlia tutto rosso, gonfissimo e (non so se era impressione) sentiva anche la gamba addormentata. Si può immaginare la preoccupazione! Dovevano partire entro due ore, sarebbe stata senza me e sarebbe dovuta ripartire per una vacanza progettata da tempo…. Non ci voleva!!! Al pronto soccorso non c’erano medici disponibili, l’unico era impegnato in una urgenza e ci invitavano ad aspettare in sala d’attesa, ma come potevamo se c’era da correre in aeroporto? Alla fine sono partiti lo stesso, il problema è stato risolto al pronto soccorso di Messina e, anche se dolore e gonfiore sono rimasti ancora per giorni lei se n’è andata pure in vacanza dove per fortuna si è rimessa completamente. Ma che stress!!!

 

Sono una sbadata!

 

Sarei  infatti davvero imperdonabile se non menzionassi, tra le persone che hanno avuto il pensiero rivolto costantemente a me anche la mia più cara amica. Ci pensavo proprio ieri sera dopo una delle solite chiacchierate mi sono detta:” Elena! ma sei proprio rimbambita! Non hai scritto neanche una parola su chi ogni sera ti ha telefonato per sapere come stavi, di che umore fossi, che ti ha fatto ridere, sfogare. OGNI SERA! Le sarai costata un patrimonio in telefonate e tu la dimentichi? …. Noooo! La verità è che nei miei articoli non ho parlato neanche delle mie sorelle … e lei per me questo è: una sorella. Un bacione grosso Rita, grazie. 

        




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vita familiare
13 settembre 2005
Accipicchia come passa il tempo!

Mentre io non ho ancora finito di raccontare neanche la metà di ciò che ho da dire ... per Alessandro oggi è già ... il suo   primo complimese!!!!!  




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vita familiare
8 settembre 2005
Parte 5°

Parte 5°

Circa alle  21 scendo a fumare una sigaretta, mia figlia ha doglie consistenti ma la dilatazione è ferma a 4 dal pomeriggio e mi conforta solo il fatto che l’ostetrica mi  abbia assicurato che in nottata nascerà. Dopo essermi per bene ossigenata fumando, il mio pensiero corre a chi  dovrebbe arrivare da un momento all’altro, così decido di avviarmi verso l’ingresso principale dell’ospedale per dare un’occhiata … e li vedo subito, in fondo al corridoio, appesantiti da borsoni e valige mentre si guardano intorno titubanti finchè non vedono una specie di pazza che in camice verde si sbraccia ridendo contenta e che poi finisce per mettersi a correre verso di loro. Che bello rivederli tutti! Non sapevo chi abbracciare e baciare prima! Mancavo da casa da un mese!!! Tutti mi hanno trovata più magra e più giovane, a turno mi guardavano perplessi e dicevano “ma che hai fatto? Sembri una ragazzina!” (mentre io ringraziavo mentalmente la simpatica parrucchiera milanese per il taglio che aveva fatto ai miei capelli). Arrivati nella sala d’attesa chiedo all’ostetrica di fare entrare almeno mia figlia a salutare la sorella visto che arrivava da tanto lontano e lei ha gentilmente accettato permettendomi così di godermi ancora mezz’ora di libertà e di chiacchiere con marito e figlio. Durante la mia assenza però le avevano intanto fatto l’epidurale e contemporaneamente rinforzato l’induzione al parto per cui, al mio ritorno, già dal corridoio sentivo mia figlia dire:”voglio mia mamma, avvisate mia mamma!” mentre io inconsapevole già entravo preoccupata che qualcosa stesse andando male. Invece  con il viso raggiante e l’espressione spaurita mi dice:”Sta per nascere! Hanno detto che lo fanno nascere adesso!!!” La mia meraviglia era quasi più grande della notizia … ma se mezz’ora fa aveva 4 di dilatazione! … e invece i miracoli della medicina moderna avevano permesso che senza dolori lei passasse da 4 ad 8 in brevissimo tempo! ……….  Da quel momento è difficile esprimere l’atmosfera, gli stati d’animo, le esortazioni, l’incoraggiamento elargito non solo da me, ma anche da uno staff medico eccezionale composto da 4 donne, gentili, oserei dire affettuose. L’ostetrica (tra l'altro molto carina) parlava a mia figlia chiamandola per nome, con dolcezza l’aiutava consigliandole respirazione, spinte, consolandola quando sembrava troppo stanca … insomma … mi sono scoperta a spingere anch’io mentre ad un metro seguivo un evento eccezionale anche per la mia vita! ….. E quando Alessandro è nato … per me sarà indimenticabile! Ho sentito la mia voce gridare:”E’ NATO!” e poi  sempre più consapevole sono corsa accanto al viso di mia figlia continuando a ripetere “E’ nato! è nato, è nato! Auguri mammina!” e nel frattempo neanche mi accorgevo che mentre ridevo felice le lacrime sul mio viso scendevano abbondanti, liberatorie … finalmente LACRIME DI GIOIA! Erano le 03,07 minuti del 13 agosto 2005
Poi (chi mi conosce bene se lo aspettava senz'altro!) ho acchiappato al volo la macchina fotografica ed ho cominciato a scattare foto e persino a girare un breve filmato a mia figlia mentre dava commossa il benvenuto al suo bambino. Solo dopo aver fatto tutto questo mi sono ricordata di chi era fuori ad aspettare ancora in ansia ed ho inviato un sms con scritto:"E' NATO ALESSANDRO!!!", ma poi non ho resistito ....

                             e li ho raggiunti!

 
           




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vita familiare
8 settembre 2005
Parte 4a ... abbiate pazienza...

Il primo giorno di ricovero è stato molto tranquillo. Osservavo sorridendo di tenerezza quei fagottini urlanti consegnati ai papà emozionati e spaesati che passeggiavano su e giù per i corridoi in attesa che la mamma li raggiungesse. Mi facevano anche ridere perché molti portavano moderni pantaloni a mezza gamba e con il camice verde che davano in dotazione si vedevano solo le gambe pelose che uscivano da sotto. Ogni tanto si sentivano urla disumane… e subito dopo  i vagiti di chi arrivava in questo mondo e allora cercavo di tranquillizzare mia figlia che sistematicamente  impallidiva. Naturalmente mi ero anche attaccata al cellulare per avvisare subito i parenti e tutti coloro che avrebbero dovuto attivarsi per raggiungerci, prendere l’aereo, rientrare dalle vacanze, abbandonare il lavoro. Avevo davvero un gran da fare se consideriamo anche gli sms scambiati con  le zie del blog che mi sono state vicine tutte il tempo anche se erano in vacanza, persino all’estero. La prima sera, visto che non c’erano segni imminenti del lieto evento mi hanno consigliato di  tornare a casa a riposare, ma arrivata tra le lenzuola  ho provato una strana sensazione di sdoppiamento: sono rimasta tutta la notte in uno stato di sonno-veglia in cui il mio cervello pensava perfettamente sveglio, all’erta, ma improvvisamente … “mi sentiva russare” e si meravigliava. E’ inspiegabile, ma  è vero… allora sbarravo gli occhi prendevo il cellulare e … messaggiavo con zia Billo!  Quando il mattino dopo sono arrivata in ospedale ho trovato il finimondo: lettini nei corridoi, paraventi che tentavano di separarli l’uno dall’altro , gente nelle lettighe con neonati tra le braccia … c’erano stati la bellezza di 18 parti in una notte sola e non c’erano più stanze dove mettere la gente. Mi è venuto spontaneo commentare che forse la crisi delle nascite è in  notevole calo! In ospedale erano molto severi, non poteva restare più di una persona, gli eventuali cambi di persona bisognava farli fuori, non si potevano usare i cellulari, né il bagno delle partorienti attiguo alla stanza e naturalmente, non si poteva fumare se non uscendo dalla struttura. Una pacchia! ma era anche giusto. Dopo la bella nottata impegnativa trascorsa dagli sfigati del turno di notte è cominciata finalmente la giornata che ci avrebbe visti protagonisti, hanno cominciato a sollecitare il parto mentre io ricevevo notizie di marito e figli dall’aeroporto di Catania … bloccati da un ritardo di 4 ore. Ma quando si vuole raggiungere una meta non ci sono ritardi che tengano, vogliono arrivare in tempo e cambiano compagnia, così alle 19 arriva un messaggio di mia figlia: “Stiamo arrivandoooo, siamo sull’aereo!” E io, da brava Penelope,   … attendo paziente gli eventi ...
               
                          




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vita familiare
7 settembre 2005
Parte terza ... adesso sì che si comincia!

Puntuali come due orologi svizzeri l’11 agosto  alle ore 9 ci rechiamo all’ospedale Mangiagalli per il solito controllo di routine. Ormai  siamo abituate, rassegnate  e mentre io siedo in sala d’attesa mia figlia entra tranquilla …  sta bene, tranne qualche piccola contrazione … non pensiamo neanche per un attimo che qualcuno dopo la visita possa dire:”Bene signora, il liquido è basso, lei ha compiuto i 9 mesi .. . venga … la ricoveriamo!” … E invece sì, è andata proprio così, di punto in bianco ... mentre tranquilla aspetto fuori come se tutto fosse dovuto restare sempre statico, immutato; mentre penso soltanto “ma quanto tempo ci mette oggi ? … troppo!”. Quando finalmente la porta scorrevole si apre, dal viso di mia figlia capisco subito che ci sono novità: è sorridente, incredula, emozionata, felice … spaventata. Mi riferisce il tutto mentre già seguiamo l’infermiera nel lungo corridoio ... le mie gambe  rammolliscono, sento  un improvviso groppo in gola e finalmente realizzo: "STA ARRIVANDO DAVVERO! Il mio primo nipotino, quello di cui ho sentito tante volte i battiti del cuore durante l’ecografia, di cui ho ammirato i piedini e il profilo nel monitor, che ho sentito per tanto tempo muoversi dentro il pancione". Ecco, in quel momento avrei voluto accanto a me tutta la mia famiglia, sentivo il bisogno di condivisione, sostegno, incoraggiamento. IO!!! Che invece dovevo prepararmi a darne a mia figlia e che mi ero catapultata offrendomi con entusiasmo ad assistere al parto (visto che il “sesso forte” parte in guerra ma è pronto a svenire in sala parto!).  Ma perché quando si tratta dei propri cari si ha tanta paura che qualcosa vada storto? Tutte queste cose pensavo mentre svelte prendevamo l’ascensore per raggiungere la stanza al secondo piano. Per fortuna avevamo portato la valigetta con noi in macchina, anche lei quasi per abitudine ci aveva seguite sempre nelle assidue visite e ora … Ora era arrivato il momento di usarla ...
 



 

 




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vita familiare
7 settembre 2005
2a puntata ... lasciatemi sfogare ancora un pò!

Il giorno in cui sono arrivata a Milano pioveva. Che sollievo! Avevo lasciato un gran caldo in Sicilia e finalmente smettevo di sudare sentendo  invece il bisogno di coprirmi. Ma la temperatura è rimasta più bassa solo per pochi giorni per poi ritornare ad un caldo davvero asfissiante soprattutto a causa dell’esposizione della casa: il sole penetrava alle 14 e andava via dopo le 20 lasciandoci tramortiti. ! Mia figlia, appesantita dal suo stato era giustamente più nervosa del solito, le docce alle 4 o le 5 del mattino erano diventate la normalità, costringendomi ad usare (non ridete) i tappi di cera per non essere più svegliata dallo scroscio dell'acqua nei tubi che comunicavano proprio con la mia stanza  ... finchè  un bel giorno non ci siamo stufate di aspettare che “il peggio passasse” e abbiamo comprato un condizionatore portatile che ha messo fine alle nostre sofferenze…. Per un giorno soltanto però: infatti dal giorno successivo all'acquisto sono ricominciati i temporali, l’aria si è rinfrescata e non lo abbiamo mai più acceso! Poco male, servirà per l’anno prossimo! Io, non potendo fumare dentro casa andavo  in balcone a perfezionare la mia cottura  odiando sempre più le sigarette e  me che le desideravo anche alle tre del pomeriggio. Raccoglievo persino le cicche dentro un pacchetto di plastica per non far disperdere l’odore di nicotina nella “spazzatura generica”.  Le nostre passeggiate in macchina erano invece mirate a completare gli ultimi acquisti, come ad esempio ritirare la carrozzella, il passeggino, l’ovetto e tutte quelle cose che servivano per accogliere come si deve il mio nipotino, eravamo già ai 9 mesi  completati, dovevamo avere tutto pronto! ma naturalmente… essendo un periodo di ferie  non arrivava niente, tanto che la Prenatal, stretta e mal parata,  è stata costretta   a darci quelli usati che avevano in negozio che chiamavano melensemente “cortesia ai clienti”. Col cavolo! Il favore lo facevamo NOI a loro visto che avevamo ordinato il tutto nel mese di giugno! Sembrava che le cose non volessero andare per il verso giusto, come quando hanno dimenticato di scaricare il lettino lasciandolo sul camion  costringendoci all’attesa di giorni che ce lo riportassero o quando ci hanno consegnato il fasciatoio con la cornice del cassetto tutto scollato! O ancora quando arrivato il nostro turno in ospedale per pagare il tichet si sono guastati i computer … Insomma … un avvilimento! Ogni due giorni andavamo a fare il controllo del liquido amniotico che si manteneva sempre basso ed era quindi fonte continua di preoccupazione ma almeno io nel frattempo avevo imparato a memoria la lunga strada che ci separava dall’ospedale  e che mi premeva conoscere come le mie tasche per quando fossi stata da sola a doverla percorrere, non avevo più bisogno di “destra, sinistra” o di severi richiami per via dei semafori: ero diventata bravissima.    Finchè una mattina …




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vita familiare
5 settembre 2005
Prima puntata.

Arrivata a Milano il 10 luglio mi sentivo piena di entusiasmo ma anche di ansie per l'arrivo anticipato del mio primo nipotino. Ero preoccupata di non essere all'altezza o di non saper essere abbastanza forte in momento di bisogno ma, se avessi saputo cosa mi aspettava al mio arrivo ... lo sarei stata anche di più!!! Nessuno infatti mi aveva avvertito che a Milano...

1) camminano tutti con gli spray per  insetti e zanzare. SELVAGGI! CATTIVE! IMPIETOSI!  Dopo 3 giorni dal mio arrivo sono stata costretta a ricorrere al pronto soccorso per trovare la soluzione a gonfiori, prurito e dolore alle gambe, alle braccia e persino al viso, là mi hanno catalogata come "codice verde" e mi hanno fatto due inezioni. Bell' aiuto era arrivato a mia figlia! Mi sentivo persino in colpa! Ho preso cortisone, strofinato pomate, spruzzato spray ma...appena ne passava una che intanto si trasformava in livido...  ne spuntavano altre quattro così    Sono andata anche dal dermatologo ed ho fatto le prove allergiche ... così adesso so di non essere allergica a niente!

2) le rotatorie. Milano è piena di rotatorie da cui a raggiera si diramano le strade: se imbocchi quella sbagliata sei fregata! sembrano tutte uguali, con semafori ogni 20 metri che bloccano di nuovo quando ingrani la seconda pensando finalmente di poter proseguire. Menomale però che accanto a me c'era mia figlia che "molto pazientemente" mi guidava con i suoi: "destra ... ora dritto ... sinistra ... ho detto sinistraaaaa ... mammaaaa!!! ma che fai??? fermaaaa! E' rosso!!!". A me! che non guidavo già da mesi a Messina proprio per non stressarmi visto che abito al centro!

3) la spazzatura differenziata! Ecco, quella è stata davvero motivo di grande studio da parte mia. Un giorno tenevo in mano una busta contenente della mortadella da buttare e pensavo: il contenuto va nella "generica", il sopra di plastica rigido nella pattumiera della plastica, il sotto che è di cartone lo devo mettere nel bidone della carta ... nooo ... la lascio sul tavolo e vediamo se ci pensa qualcun'altro! ... illusione!!! mi veniva voglia di buttarla dal balcone! Da ieri sono a casa e ancora mentalmente faccio la divisione.                            

4) centri commerciali. Stupendi! entravamo alle 4 del pomeriggio e ne uscivamo alle 9 di sera. Avrei comprato di tutto ... soprattutto la pazienza per non continuare a sentire quella voglia di fumare che improvvisamente mi prendeva dopo tante ore di astinenza!

Ecco, ora devo lasciarvi, ho elencato un paio di cose negative (che purtroppo non  finiscono quà !) per poi fare largo spazio soltanto alle descrizioni dei momenti lieti come quelli trascorsi con i miei  "amici del venerdì", a quelli legati all'attesa del mio nipotino e soprattutto alla sua nascita, sempre in compagnia delle mie amiche zie del blog che hanno seguito il tutto tramite gli sms. Bella invenzione i cellulari!

  Questa simpatica tutina con l'orsacchiotto è un regalo arrivato per posta proprio da parte di zia Billo e zia Teta.     Alla prossima!
 
P.S. La foto con l'orsacchiotto l'ho tolta ... non si sa mai!




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vita familiare
4 settembre 2005
RIECCOMIIII!!!!

Un calorosissimo saluto a tutti gli amici. SONO TORNATA!!!!
Sono di nuovo seduta nella mia postazione, a casa mia, alla mia scrivania e quasi penso di  aver vissuto un sogno. Ma non è così, la realtà è cambiata ed ho una gran voglia di raccontare tutte le mie avventure, disavventure, emozioni, insomma ... i miei quasi due mesi trascorsi a Milano. Datemi il tempo di raccogliere le idee e... piano piano riuscirò a raccontare ogni cosa.  Intanto un abbraccione e un saluto: ben ritrovati!




permalink | inviato da il 4/9/2005 alle 20:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa
vita familiare
23 agosto 2005
Non resisto! Devo farvelo conoscere....




permalink | inviato da il 23/8/2005 alle 18:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (22) | Versione per la stampa
vita familiare
17 agosto 2005
13 AGOSTO. DATA IMPORTANTISSIMA

CIAO A TUTTIIIII!!!! GRAZIE INFINITE PER GLI AUGURI, SONO STRAFELICE E SOLTANTO STASERA SONO RIUSCITA A FARE UNA CORSA QUI' A LEGGERVI. CHE EMOZIONE RAGAZZI VEDERE NASCERE IL PROPRIO NIPOTINO! UNA GIOIA INCONTENIBILE! A PRESTO, AVRO' DA RELAZIONARVI NON POCO DI QUESTA MIA LUNGA PERMANENZA A MILANO, PREPARATEVI AL MIO RITORNO A LEGGERE TUTTE LE MIE AVVENTURE, DISAVVENTURE E GRANDISSIME EMOZIONI. UN BACIO GROSSISSIMO A TUTTI. SMACKKK!!! :-))




permalink | inviato da il 17/8/2005 alle 21:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
sentimenti
8 luglio 2005
Ciao amici, a presto!

Oggi scrivo questo post con un po’ di ansia nel cuore,  non so quando tornerò a scrivere il prossimo in quanto la mia partenza prevista per la fine del mese per Milano è anticipata a  domenica pomeriggio, arriverò a Linate circa alle 17,30.

Eh si! ci manca davvero poco adesso che io diventi nonna e probabilmente anche prima del previsto. Ogni giorno che passa mi sento ancora divisa tra sentimenti di incredulità, confusione, tenerezza: la mia prima figlia che … diventa mamma!

Per mè è inevitabile  tornare con la mente a ciò che ho sempre definito il momento più bello della mia via: la nascita della mia prima figlia. Non che per gli altri due non fossi altrettanto felice ma … il primo figlio è il primo figlio! Ricordo come fosse ieri la mattina di un 12 giugno quando all' improvviso l’ostetrica ha detto:  "Andiamo!" ed io  in un attimo ho cominciato a ridere e piangere allo stesso tempo mentre con il lettino mi trasportavano in sala parto correndo veloce nel corridoio. Vedevo sfilare i visi allegri, ma anche tesi, stanchi, di chi mi aveva tenuto compagnia tutta la notte, mi accompagnavano le loro esortazioni ,gli auguri, gli incoraggiamenti:mia madre, mia sorella con  mio cognato e naturalmente mio marito a cui ho quasi gridato "un bacio, dammi un bacio!" perchè mentre vedevo avvicinarsi a gran velocità quella stanzetta temevo  chissà quali torture e mi chiedevo spaventata"che mi succederà ora?!”. Ricordo di essermi impegnata nella respirazione (i corsi pre-parto allora erano ancora quasi sconosciuti ma io ne avevo frequentato uno) i complimenti del ginecologo che raccoglieva i frutti del corso visto che non mi lamentavo e poi...poi mia figlia sollevata in alto dall' infermiera che diceva allegra:"Signora guardi che figlia! ma dove l' aveva!?" Pesava Kg 3,850 ed era da mordere per quant’era ciocciottela Che gioia incontenibile! Poi il ritorno in camera, i sorrisi rilassati di tutti, auguri, abbracci e la mia voglia incosciente di alzarmi subito da quel lettino anche per festeggiare la scommessa vinta a mio cognato:era femmina!

Mia sorella era addirittura  tornata dal suo viaggio di nozze appena saputo del mio ricovero, avevo tutti i miei cari vicino ed ero veramente felice. Ero MAMMA!

 

Però adesso devo proprio raccontare anche un simpaticissimo aneddoto avvenuto subito dopo la nascita: l’infermiera che aveva assistito al parto e aveva alzato in aria mia figlia quasi come un trofeo era subito dopo uscita  dalla sala parto per dare l’annuncio ai parenti in attesa e si era precipitata da mio cognato che chiacchierava con mio marito dicendogli festosa:”Tutto bene, è nata! è una femminuccia … e assomiglia proprio tutta a lei!!!” Quando lui un pò imbarazzato ma con tanta voglia di riderle in faccia  le ha rivelato di essere soltanto lo zio e le ha indicato il padre … dopo un attimo di esitazione lei ha guardato mio marito ed ha aggiunto:”E’ vero! a lei somiglia, tutto a lei!” ed è quasi scappata. L’equivoco di quella poverina  era comprensibile, infatti mio marito è sempre stato un tipo magro, longilineo, mentre mio cognato in quel periodo era davvero cicciottello … come la nipotina. Roba da lupara!....................

 

…………… Beh, adesso io vado, vi saluto tutti affettuosamente con la certezza che avrò nostalgia, mi mancherete e vi penserò spesso. Voi però nel frattempo dite una preghierina perché tutto vada bene, io intanto parto da mamma …. e  tornerò da...... NONNA!!!!


 




permalink | inviato da il 8/7/2005 alle 22:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (37) | Versione per la stampa
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Il Tempo Domani a Messina



Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.

(P. Neruda)


Solo per oggi

Solo per oggi cercherò di vivere alla giornata senza voler risolvere i problemi della mia vita tutti in una volta.

Solo per oggi avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno, non cercherò di migliorare o disciplinare nessuno tranne me stesso.

Solo per oggi sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell'altro mondo, ma anche in questo.

Solo per oggi mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino ai miei desideri.

Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo a sedere in silenzio ascoltando Dio, ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così il silenzio e l'ascolto sono necessari alla vita dell'anima.

Solo per oggi, compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.

Solo per oggi mi farò un programma: forse non lo seguirò perfettamente, ma lo farò. E mi guarderò dai due malanni: la fretta e l'indecisione.

Solo per oggi saprò dal profondo del cuore, nonostante le apparenze, che l'esistenza si prende cura di me come nessun altro al mondo.

Solo per oggi non avrò timori. In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere nell'Amore.

Posso ben fare per 12 ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare tutta la vita.


Papa Giovanni

       







IL CANNOCCHIALE