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penelope1951
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vita familiare
8 aprile 2005
Lo dico sinceramente:non leggete il mio post, è triste.
Ho cliccato quì e mi è piaciuto guardare le foto del funerale del Papa, forse perchè sfumavano lentamente, con dolcezza, nelle sue parti essenziali. Poi sono tornata nel mio blog ed ho letto i commenti relativi al mio post sotto e ... mi è venuta voglia di parlare un pò di mia sorella.
In verità non ho ricordi molto vividi, tranne due: lei che allarga le braccia in fondo al corridoio di casa e io che mi ci tuffo correndo e quello del suo sorriso mentre mi da una palla enorme azzurra e bianca che mi aveva comprato. Era la più grande di 4 figlie femmine e ci separavano ben 13 anni; io per lei ero la sorellina piccola da coccolare nata quasi per sbaglio quando mia madre ormai pensava di essere in menopausa anticipata, nelle foto della mia prima infanzia sto sempre in braccio a lei. Era così carina che a 2 anni vinse un concorso di bellezza e tutti mi dicono che aveva un carattere allegro, simpatico, buono. Nella mia testa purtroppo ci sono soltanto dei flash, di aggeggi strani per casa e anche di una bombola d' ossigeno, pronta per i momenti più difficili, quelli che finirono per diventare tanto frequenti da indebolire il suo cuore che un brutto giorno non ce l'ha fatta più. Aveva solo 20 anni, era l'anno in cui avrebbe dovuto prendere il diploma e come addio a professori e compagni era stata organizzata una gita a Parigi dove lei sognava tanto di andare che aveva finito per vincere la resistenza dei miei genitori, aveva la valigia pronta ... ma purtroppo la meta fu ben diversa. Non sto a descrivere il dolore che ne è seguito, posso soltanto dire che ho visto di colpo invecchiare mio padre e mia madre mentre io, a cui non avevano detto cosa fosse successo visto che avevo solo 7 anni, la cercavo e la chiamavo per casa pensando fosse nascosta e mi facesse uno scherzo. Erano i tempi in cui già stavo a casa di mio zio Totò ed è anche questo uno dei motivi per cui non ho ricordi più precisi. Molti, molti anni dopo mio padre (che amava viaggiare) chiese a mia madre:"andiamo a Parigi?", ma la sua risposta fu solo un pianto disperato e ... non se ne parlò più. Io ero fisicamente molto somigliante a lei, tanto che certi momenti mi guardavano e piangevano; addirittura una volta, avevo 14 anni, fui chiamata a gran voce da una vecchia suora mentre ero in gita a Napoli con la mia scuola, mi chiamò con il mio cognome ma con il nome di mia sorella... senza rendersi conto che mai e poi mai avrei potuto esserlo per via degli anni che ormai erano trascorsi, mi fece una gran festa certa di non sbagliarsi e poi ... ricordo ancora la sua espressione.
La foto che mostro è quella del concorso vinto. Aveva appena finito di piangere, proprio perchè cominciava a manifestarsi la sua malattia. Trovo il suo sguardo stupendo.

                                       



permalink | inviato da il 8/4/2005 alle 19:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (22) | Versione per la stampa
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Il Tempo Domani a Messina



Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.

(P. Neruda)


Solo per oggi

Solo per oggi cercherò di vivere alla giornata senza voler risolvere i problemi della mia vita tutti in una volta.

Solo per oggi avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno, non cercherò di migliorare o disciplinare nessuno tranne me stesso.

Solo per oggi sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell'altro mondo, ma anche in questo.

Solo per oggi mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino ai miei desideri.

Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo a sedere in silenzio ascoltando Dio, ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così il silenzio e l'ascolto sono necessari alla vita dell'anima.

Solo per oggi, compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.

Solo per oggi mi farò un programma: forse non lo seguirò perfettamente, ma lo farò. E mi guarderò dai due malanni: la fretta e l'indecisione.

Solo per oggi saprò dal profondo del cuore, nonostante le apparenze, che l'esistenza si prende cura di me come nessun altro al mondo.

Solo per oggi non avrò timori. In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere nell'Amore.

Posso ben fare per 12 ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare tutta la vita.


Papa Giovanni

       







IL CANNOCCHIALE